
Lazio, prove da Mago per Taylor: è lui il jolly duttile e di qualità
Rassegna stampa
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L’olandese è forse l’acquisto di gennaio che ha messo tutti d’accordo: Sarri intanto lo studia.
Ora Taylor studia da Luis Alberto.
Non c’è solo il buio. Taylor, si legge, può tornare a illuminare la Lazio. È la quota di qualità che mancava, un jolly duttile con gli inserimenti giusti e una visione da veterano. In estate piaceva a Napoli e Roma, in inverno Fabiani lo ha strappato dalle grinfie del Fenerbahce e ha denunciato gli intermediari, che han provato a mettersi di traverso. Il gioiellino classe 2002 sta giocando a sinistra, ma può fare anche la mezz’ala destra, con una calma olimpica in fase di filtro (l’autogol provocato da Lazzari al Bentegodi nasce da un suo recupero). Ancora avete solo intravisto il repertorio completo: corridore astuto e poco falloso (un cartellino giallo ogni dieci partite), con i suoi 182 centimetri d’altezza sa segnare anche di testa (cinque reti nell’ultimo quinquennio). Sembra freddo, ma dentro ha il fuoco come Luis Alberto: è un aizzatore di folle e di avversari, ammutoliti spesso dopo i suoi gol.
In totale, conclude il quotidiano, 26 reti, condite da 21 assist, dal 2021: Taylor è tra cinque centrocampisti (dal 2002 in poi) ad aver superato la doppia quota di venti insieme a Bellingham (Real), Wirtz (Liverpool), Xavi Simons (Tottenham) e Musiala (Bayern Monaco). Ten Hag lo aveva fatto esordire appena maggiorenne in Eredivisie a dicembre 2020, due anni dopo Kenneth è esploso sia in patria (prima la convocazione di Van Gaal in Nazionale) che a livello europeo, con una perla sfiorata proprio contro la Lazio nel 2024.


