Lazio, l’Olimpico vuoto fa paura: attesa per la risposta dei tifosi dopo l’appello della squadra

Lazio, l’Olimpico vuoto fa paura: attesa per la risposta dei tifosi dopo l’appello della squadra

Rassegna stampa

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Servirebbe una tregua, anche se gelida, da spirito delle Olimpiadi, nello scontro finale tifosi-Lotito.

La posta adesso è la Lazio, ha un’ultima occasione da giocarsi dopo un’estate catastrofica, dentro una stagione balorda. In campionato è finita come non doveva finire, fuori da ogni corsa a metà febbraioResta solo la Coppa Italia per sognare, impresa che impone un uso cauto dell’ottimismo. Senza tifosi, in un Olimpico vuoto o semivuoto, le speranze di passare indenni l’andata con l’Atalanta sono minime. «Ci fossero stati i 45.000 la partita avrebbe potuto prendere un’altra piega», il rimpianto di Sarri sabato dopo il round di campionato con la Dea. Le sue parole erano ad effetto, ma è stata la squadra, rappresentata dal senatore Marusic, a lanciare l’appello più forte, una preghiera, può essere decisiva per rivedere i tifosi allo stadio il 4 marzo, nella notte di Coppa: «Lo stadio vuoto pesa troppo per noi giocatori. Voglio dire a nome mio e di tutta la squadra che abbiamo bisogno dei tifosi, del loro aiuto».

La risposta dei tifosi

I rappresentanti dei gruppi organizzati avevano chiesto un segnale vero ai giocatori, accusati di non aver preso posizione. L’appello di Marusic, condiviso con la squadra, non è stato casuale. La risposta dei tifosi avverrà in questa o nella prossima settimana, ogni iniziativa di protesta viene decisa nel corso di riunioni plenarie. Per Lazio-Genoa e Lazio-Atalanta si è deciso di non entrare dopo aver valutato altre forme di contestazione. Il prossimo match casalingo sarà la semifinale di andata di Coppa, prima i biancocelesti giocheranno a Cagliari e a Torino. I tifosi avevano chiesto un segnale alla squadra, la squadra l’ha dato. Lotito parlerà domani in occasione della presentazione del progetto “Flaminio”, servirebbe un cenno da parte sua, magari un’iniziativa utile per riempire lo stadio, evitando di fare da detonatore. Corriere dello Sport