
Lazio, papà Romagnoli in un cul-de-sac: (solo) nel suo caso il placet di Sarri fa la differenza
Calciomercato
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Salvare il soldato Romagnoli non è facile. Lotito l’ha stoppato, ora solo Sarri può provare a liberarlo.
Romagnoli dopo aver parlato con Sarri ieri ha pranzato con la squadra, nel pomeriggio non si è allenato, l’appuntamento era fissato alle 15, ha avuto un permesso per assistere alla nascita del suo primogenito, avvenuta nel tardo pomeriggio. Le ultime 48 ore sono state agrodolci. Ha la strada sbarrata. Lotito era stato chiaro con lui singolarmente e successivamente nello spogliatoio durante il confronto di venerdì, ogni cessione doveva avere l’avallo dell’allenatore. Sarri, stando a quanto detto a Lecce, il benestare non l’ha mai dato. E’ una telenovela a puntate, oggi ci sarà un aggiornamento. La squadra si allenerà di mattina e di pomeriggio, Romagnoli è atteso a Formello. Non è più solo una storia legata a Lotito e Sarri, in ballo c’è l’Al-Sadd. Non è disposto ad aspettare all’infinito. Chiedeva una risposta per oggi, può dare altre 24 ore di tempo. Mancini aspettava Romagnoli, rischia di averlo perso prima di abbracciarlo. E Alessio, quei 18 milioni che avrebbe guadagnato in tre anni, li sta vedendo andare in fumo. Come proseguirà la sua storia laziale lo dirà il tempo. Ha una doppia responsabilità essendo un simbolo del popolo e avendo un contratto fino al 2027. Dovrà ricaricarsi. Un incentivo può arrivare dalla società, se deciderà di fare uno sforzo per portarlo al rinnovo. Romagnoli forse ha sottovalutato la contrapposizione Lotito-Sarri pensando di esserne fuori, accelerando l’addio. I saluti sotto la Curva dei laziali a Lecce, lo scambio di affettuosità sui social con la società, quelle parole «peccato sia finita così» pronunciate nei corridoi del Via del mare, sono scene avvenute mentre Sarri sfidava Lotito in diretta tv. Alessio lo ha capito dopo. Corriere dello Sport


