
Dal pienone al vuoto, 12 anni dopo Lazio-Sassuolo è sempre contestazione
Rassegna stampa
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Lunedì sera, data di Lazio-Sassuolo di Serie A, si avvicina a grandi passi.
Sono passati dodici anni da un Lazio Sassuolo datato 23 febbraio 2014 nel quale andò in scena uno dei primi atti di ribellione contro la società biancoceleste, se non il primo in assoluto di cui si abbia vivida memoria.
Tra corsi e ricorsi storici, ci ricorda il Corriere dello Sport, il clima è oggi più teso che mai e lunedì sera andrà in scena un altro Lazio Sassuolo dal forte significato emotivo per i tifosi. I gruppi organizzati, e i molti che hanno aderito alla loro azione, diserteranno nuovamente lo stadio. Questa volta, non si presenteranno neanche a Ponte Milvio.
Il 2014 è lontano, almeno sul calendario. Erano altri tempi. Gli slogan “Lotito ladro di sogni”, “Libera la Lazio” e“Lotito vattene” sono ancora attuali ma sul campo è cambiato molto. 12 anni fa era la Lazio di Reja, che subentrò all’esonerato Petkovic. Contro il Sassuolo, i biancocelesti schieravano Berisha, Konko, Biava, Dias, Radu, Alvaro Gonzalez, Ledesma, Mauri, Candreva, Klose e Lulic. Maurizio Sarri non aveva ancora neppure esordito in Serie A. Tanto è cambiato, si è scritto, ma qualcosa no: l’avversione del mondo biancoceleste per Lotito.


