Arrembante e coraggiosa, ma anche lucida e paziente: tutto il repertorio della Lazio meraviglia

Arrembante e coraggiosa, ma anche lucida e paziente: tutto il repertorio della Lazio meraviglia

Rassegna stampa

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Il percorso è quasi netto, se non fosse per quel 2-2 con il Milan in rimonta: la Lazio ha vinto nove gare su dieci, in diversi modi e con diverse facce, senza però perdere mai identità ed efficacia.

D’impatto e d’assalto, fin dal primo minuto.

Poi in rimonta, o in attesa per poi sferrare il colpo decisivo e letale. La Lazio, come scrive il CdS nella sua edizione odierna, sa vincere in tanti modi. Molte facce, tutte diverse, senza però mai perdere l’identità e con la capacità di riconoscersi ogni volta di fronte allo specchio. Ai principi non si deroga, mai, che poi sono quelli che sorreggono l’impalcatura identitaria della formazione biancoceleste. Ci sono, semmai, delle variazioni sul tema, interpretazioni diverse in base alle circostanze e all’avversario.

L’ultima sfida, con il Cagliari, è stata forse la più emozionante e sofferta. I sardi vanno in vantaggio, cala il gelo su un Olimpico già spoglio. I biancocelesti, però, non si scompongono. I principi restano quelli, dicevamo prima, e a quelli non si rinuncia. La squadra torna ad attaccare, ma senza affanno. Con ordine e idee, gioco e scaltrezza. Isaksen trova un gol capolavoro che vale l’1-1, quasi alla Messi. Poi, sul finale della ripresa, ecco Pinamonti che dalla panchina entra e decide la sfida. Stesso copione di Udine. Svantaggio a inizio secondo tempo, poi partita completamente ribaltata grazie alle reti di Frattesi e Gudmundsson. 

Poi esiste anche la Lazio che non aspetta nessuno e parte tambureggiante, vedi con il Monza o con il Sassuolo. Due partite indirizzate subito, dopo pochissime battute iniziali. Non sempre, però, ciò è possibile. Servono anche umiltà e attesa, come hanno dimostrato i successi con Bologna e Venezia. Vittorie arrivate con pazienza, fatica e senza rinunciare alla sofferenza. Anche contro il Parma la partita è stata sbloccata col tempo, senza fare il passo più lungo della gamba.