Lazio, tentata estorsione a Lotito: era “legittima forma di contestazione”. Le motivazioni della Corte d’Appello

Lazio, tentata estorsione a Lotito: era “legittima forma di contestazione”. Le motivazioni della Corte d’Appello

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La Corte d’Appello di Roma ha assolto con formula piena gli ex ultras della Lazio (“Irriducibili”) accusati di tentata estorsione e minacce ai danni del presidente Claudio Lotito durante la contestazione del 2005-2006.

I giudici hanno stabilito che “il fatto non sussiste”, derubricando le azioni a una legittima forma di contestazione della tifoseria. 

Nelle motivazioni della sentenza, la Corte ha ridefinito la natura di quegli eventi:

  • Legittimo dissenso: Le azioni degli ultras sono state inquadrate come una campagna di protesta aspra, ma rientrante nel diritto di critica dei tifosi verso i vertici societari, e non come un’estorsione finalizzata a cedere le quote. 
  • Carenza di prove: È caduta l’accusa secondo cui le pressioni miravano a favorire una cordata alternativa (legata all’ex calciatore Giorgio Chinaglia). 
  • Ribaltamento del primo grado: La sentenza d’appello ribalta le condanne a pene comprese tra i due e i quattro anni emesse in primo grado, ponendo fine a un iter giudiziario durato vent’anni.