ESCLUSIVA – Bisignani: “Lotito soffre momento di solitudine, ci sono banchieri pronti ad aiutare. Berlusconi gli direbbe…”

ESCLUSIVA – Bisignani: “Lotito soffre momento di solitudine, ci sono banchieri pronti ad aiutare. Berlusconi gli direbbe…”

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LUIGI BISIGNANI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Le righe sulla trattativa che c’era stata con JP Morgan per conto di un investitore straniero, un passaggio di una questione di 6-7 anni fa, voleva dimostrare la forza di un brand come la Lazio che da anni ha investitori che cercano di entrare e dare una mano a Lotito.

Quella trattativa non andò in porto, ma certamente c’è stata, me l’hanno anche riconfermata i protagonisti, che da bravi banchieri logicamente né smentiscono, né confermano: fanno no comment, ma chiaramente c’è stata. La cifra esorbitante che chiedeva Lotito allora, e che chiede ancora adesso, allontana tutti quelli che possono avvicinarsi alla Lazio e questo è un grande peccato.

Il mio sentimento è quello di un tifoso da sempre. Mio nonno ha preso una multa perché con la razionalizzazione del cibo e con le tessere alimentari è andato a pagare una cena ai giocatori della Lazio durante la guerra. Io sono tifoso da sempre, sono stato anche raccattapalle della Lazio, è un amore che poi si passa da padre in figlio, i miei figli sono tutti laziali, tra i nipotini ce n’è persino uno in Kenya adesso che è nato da tre mesi e ha il body della Lazio. Perciò voglio dire è un amore che si tramanda. Anche se far diventare i nipotini laziali è molto molto complicato.

C’è un grande mondo laziale anche adesso di imprenditori, di banchieri che vorrebbero comunque dare una mano alla Lazio. Penso in Fucino a Mauro Masi, a Francesco Maiolini, al direttore generale del Tesoro Francesco Soro, c’è della gente che vorrebbe essere in qualche modo coinvolta per dare delle idee gratuitamente, per cercare di uscire da questa impasse perché la Lazio è grande,i suoi tifosi sono grandi e non gli piace vedere questo isolamento in cui siamo caduti perché la verità vera è che la Lazio e il suo presidente in questo momento purtroppo sono isolati, sono isolati in federcalcio, sono isolati nella. Lega, un po’ il presidente ha anche difficoltò in Forza Italia e questo dispiace perché comunque è un uomo che ci ha messo e ci mette una grande passione, ma c’è un momento in cui forse bisogna anche fare un minimo di passo indietro e ascoltare la gente perché il brand di una squadra sono soprattutto i tifosi. Berlusconi questo gli direbbe a Lotito: ‘Senti i tifosi, non puoi avere una squadra senza i tifosi e contro i tifosi’.

Il limite di Lotito sicuramente ci sarà e credo che sia sia quello di tifoso e di imprenditore e di quello di legare probabilmente la vendita o la partecipazione di un fondo alla Lazio a quando avrà lo stadio Flaminio, che per noi tifosi sicuramente vale uno scudetto. Però purtroppo non ci sono più i tempi perché i tempi dello stadio Flaminio non possono andare d’accordo con i tempi della gestione sportiva. Da questo punto di vista siamo fuori tempo perché uno stadio ha bisogno di molte risorse, che vengono soprattutto per una squadra di calcio da quelli che sono i risultati economici che sono rappresentati appunto dal brand, ai diritti commerciali, i diritti televisivi e se noi andiamo sempre più giù con i tifosi che protestano, le televisioni che non ci vogliono più e il brand commerciale che va giù certo poi è difficile trovare le risorse per lo stadio Flaminio. Quanto poi all’idea e alla suggestione del Nasdaq mi sembra una cosa un pochino dura da venire perché le regole americane per quanto riguarda il Nasdaq sono stringenti dal punto di vista patrimoniale per cui secondo me stiamo facendo dei voli che non vorrei che andassero a cozzare con la realtà e questo forse i tifosi cominciano a capirlo, da qui questa protesta perché non vediamo la luce.

Io non voglio logicamente polemizzare né con Lotito né con la Lazio ma io vi chiedo se ci sono dei fondi internazionali che sono addirittura interessati a squadre italiane di Serie C, di Serie B e anche di Serie A, ma secondo voi nessuno pensa a investire sulla Lazio che è una delle più antiche società di calcio e la più antica di Roma e che sta in una città in cui c’è un appeal fortissimo? In realtà probabilmente non si avvicinano perché sanno che Lotito per ragioni imprenditoriali sue non ne vuole sapere. Ma secondo voi chi compra una squadra di Serie C o i mezzi per comprare una squadra di Serie B non prova ad approcciare una squadra di Serie A come la Lazio?

Tutte le banche d’affari internazionali che si occupano di sport e di calcio hanno certamente la Lazio come obiettivo ma se la valutazione che Lotito fa della Lazio è totalmente fuori mercato uno non ci si avvicina neanche. Se lei ha un appartamento da 200mila euro e lo vuole vendere, facciamo un esempio a 800mila, sa perfettamente che non ci sarà nessuno che ci si avvicina. Il problema è trovare qualcuno che faccia capire al Lotito che le regole del mercato sono diverse, ma probabilmente lui ha un’altra prospettiva, quella probabilmente di vendere la squadra sportiva con lo stadio insieme. Ecco, ci si arriverà però bisogna vedere come ci si arriva. Ho fatto nomi: Maiolini, Francesco Soro, Ferruccio Ferranti. Sono persone che nel Lazio, a Roma e nel mondo bancario nazionale hanno della rilevanza. 

Lotito soffre un po’ un momento di grande solitudine perché certamente lui per tanti anni è stato un protagonista assoluto sia nella federazione, sia nella Lega: i massimi organi che condizionano il calcio italiano sono passati di mano e lui non ha più quel controllo e quel peso di una volta. Probabilmente si sente un po’ più smarrito, però lui ha la forza di un grande brand e poi anche i tifosi perché quello che io ho capito dopo questo articolo che ha dato una scossa al sistema è che il popolo naziale sa soffrire, sa reagire ma è veramente unito sulla squadra, per cui mi piacerebbe che Lotito da questa scossa che c’è stata e di cui io sono stato involontario protagonista possa trovare la forma non per fare un passo indietro ma comunque per cercare di capire quello che è lo spirito dei tifosi laziali, che è un grande spirito perché ha saputo sempre combattere. Noi siamo passati dalle tragedie terribili, dal calcio scommesso, dai nove punti in meno, dalla retrocessione, dalla famosa partita di Napoli in cui stavamo andando in Serie C, l’ultimo periodo dell’era Cragnotti, per cui sa soffrire e capisce quando deve stare vicino a una squadra, se c’è questo momento di rottura è forse perché non vede una prospettiva di riscatto che Lotito dovrebbe cercare di capire.

Il tifoso vive di speranze, la prossima speranza è certamente la campagna acquisti e capire come ci muoviamo, come si è arrivati alla scelta di questo allenatore, perché è andato via uno come Sarri che certamente era amato dalla tifoseria. Io credo che sia più un risvolto psicologico, io credo che Lotito alla fine starà a sentire qualcuno che gli dice cerchiamo di aprire un tavolo, cerchiamo di avere qualche consiglio. Nessuno vuole dire che deve vendere a tutti i costi, perché chiaramente lui è il padrone della squadra, ma un buon padrone deve anche capire e ha un esempio davanti a tutti, a parte Berlusconi che poi ha venduto e che era uno dei suoi punti di riferimento, la famiglia Percassi. È andata in minoranza nell’Atalanta, Percassi prima padre e poi figlio sono rimasti presidenti, è una squadra che ha vinto due anni fa un titolo europeo molto importante, che ha un Under 21 e delle giovanili fantastiche. Diciamo che il modello che Lotito dovrebbe seguire è quello della famiglia Percassi.

Cairo quando decide che deve fare un passo indietro al Torino? Quando i tifosi granata seguendo l’esempio della Lazio cominciano anche loro a disertare lo stadio e a contestare la dirigenza, perché un conto è contestare il presidente e l’hanno fatto tutti in tutte le squadre nei momenti migliori o nei  momenti peggiori della loro vita, ma non andare allo stadio è un atto di ostilità assoluta. I tifosi della Lazio trovano il coraggio, perché ci voleva coraggio, di non andare a vedere il derby che per noi è la massima partita dell’anno. È un rischio avere gli stadi vuoti televisivamente per il grande network del circuito televisivo internazionale del calcio. Già il nostro calcio è così in crisi, perché nel giro di 10 anni noi abbiamo perso quel grandissimo glamour che avevamo in giro per il mondo, perché oggi il calcio tedesco e il calcio inglese li trovi a Shanghai. C’è un amico presidente di una squadra di calcio che dice: ‘Noi dobbiamo vincere non tanto in Italia, quanto con il fioraio di Shanghai che quando va a comprare l’abbonamento del calcio sceglie la Serie A come era un tempo’. Se noi andiamo con gli stadi vuoti diventa anche un problema.

La mia lettera era la lettera appassionata di un tifoso. Questa smentita su JP Morgan? È una cosa di 7-8 anni fa e Mario Mistiroli diceva che una smentita è una notizia data due volte. Dal punto di vista della comunicazione noi dobbiamo trasmettere grandezza, non dobbiamo trasmettere continuamente miserie contro gli allenatori, contro il sistema, contro il campionato, contro gli orari. La Lazio è una società elegante, i tifosi laziali hanno questo tratto caratteristico che tutti riconoscono, perciò io vorrei tornare un po’ più di eleganza che è poi quello che i tifosi laziali, la grande parte dei tifosi laziali riconoscono la nostra squadra.

Il risultato di questa frattura così drammatica con la tifoseria è anche perché non ci si parla, bisogna trovare delle forme di collaborazione, non si può stare contro i tifosi, non si può polemizzare, bisogna ascoltarli. Io capisco che magari può essere difficile per un uomo col carattere come Lotito, però secondo me è veramente necessario perché lui sta facendo male a se stesso. È uno che poi alla Lazio ha dato tanto e non possiamo non riconoscergli in merito, però rischia di bruciare tutto in questo modo, io me l’auguro che qualcuno attorno a lui faccia da ponte. C’era un grande dirigente della Lazio che si chiamava Di Giambartolomei, una persona fantastica che stava accanto al presidente Umberto Lenzini che questo lavoro lo faceva. Sergio Cragnotti aveva delle persone accanto che appunto gli facevano da cuscinetto e ancora oggi è considerato un grandissimo presidente e ogni volta che viene allo stadio viene omaggiato da tutto lo stadio.

Più sei irruento, questo vale anche per i portavoce della politica, e più il consigliere deve essere moderato. Accanto a personalità così irruenti serve sempre qualcuno vicino che sappia mediare, io non conosco bene quali sono i collaboratori del presidente Lotito però certamente serve che qualcuno inizi il dialogo perché così veramente si va veramente a far bruciare tutto. 

Mi è capitato più volte di parlare con Lotito e lui è sempre un fiume in piena, poi comunque siamo sempre in una situazione di attacco verso qualcuno, verso qualcosa: non è uno dialogante. Anche dove magari non c’è, lui vede il fuoco: questo forse è un po’ un errore, bisognerebbe essere un pochino più sereni.

Io ho fatto solo un articolo da tifoso, da uno che stima Lotito, non cerco nessun tipo di visibilità di questo genere, le persone che io ho citato anche nell’articolo lui le conosce personalmente perfettamente, basterebbe un sms per proporre un incontro per la Lazio, per sentire qualche consiglio gratuito, e loro sarebbero tutti pronti a dare una mano. I nomi li ho fatti, non c’è bisogno di me, a me è bastato dare una scossa, ecco, perché io voglio che i miei nipoti escano dallo stadio contenti con la bandiera della Lazio e non piangendo come mi è capitato con Sebastiano per le ultime tre partite”.