
Lotito sicuro: “Tudor l’uomo giusto per responsabilizzare la squadra. Deve giocare chi è più in forma”
Dichiarazioni
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Lotito su Tudor, ancora.
Proprio in ragione di queste strutture, deve però aumentare la responsabilità: “La scelta di Tudor non è stata a caso, né dettata dell’emergenza. È stata una scelta da parte mia ponderata, perché ritengo che lui sia la persona giusta dal punto di vista caratteriale, professionale, tecnico e tattico. Secondo me può mettere in condizione la squadra di riacquisire quella certezza nei propri mezzi e soprattutto nelle proprie potenzialità. Perché in alcune partite la squadra si è smarrita, magari con le squadre fortissime abbiamo ottenuto dei grandi risultati e con le squadre meno forti abbiamo perso. Quindi c’è qualcosa che va corretto all’interno e soprattutto vanno responsabilizzati i singoli giocatori, perché la Lazio è un punto d’arrivo, non di partenza, e sicuramente oggi è riconosciuto da tutti. Lo stesso allenatore lo ha detto: non si può rinunciare a una squadra come la Lazio e soprattutto, dopo che ha visto tutta la struttura, ha detto: ‘Io non credevo una cosa di questo genere, nessuno lo sapeva’. Voglio dire, c’è qui una mentalità che vuole che venga trasmessa, partendo dall’organizzazione, e che deve arrivare poi ai risultati sportivi. Purtroppo in campo non ci vado io. Mentre io sto qui e controllo tutti i lavori e anzi sono un po’ l’ideatore di certe cose, sul campo poi ci vanno loro, quindi io l’unica cosa che posso fare è mettere a disposizione dei giocatori che, convintamente, vogliono svolgere questo ruolo all’interno di questo club. Poi purtroppo le partite sono una storia a sé e allora io penso che un allenatore come Tudor possa riportare quella voglia e quell’orgoglio di appartenenza ai giocatori“.
Lotito: “Tudor come me”
“Ho intravisto il mio carattere. È una persona innanzitutto vera, cosa molto difficile, perché sono tutti sovrastrutturati, cercano di nascondersi e crearsi gli alibi. Tutti quanti, a partire dai giocatori e anche gli allenatori. Se voi vedete fanno giocare magari le persone che hanno il nome, così possono dire di avere la coscienza a posto anche se in quel momento magari le persone non stanno in condizione di poterlo fare. Questo è un errore, perché è un segnale sbagliato che viene mandato alla squadra. Io l’ho sempre detto a loro: deve giocare chi è più in forma. In relazione all’avversario, perché poi la squadra va modellata pure in rapporto all’avversario. Infatti ieri Tudor l’ha detto in modo chiaro: giocare bene, sì, ma a me interessa vincere. Perché se tu giochi bene e perdi che senso ha? Questo è un gioco dove conta chi vince, sennò dove si va? E io penso che adesso ci sono le condizioni, se la squadra si mette a disposizione, come la femminile e come l’allenatore. Hanno creato un tutt’uno e c’è un clima bellissimo. E infatti un paio di giorni fa ho detto alla squadra di prendere esempio dalla femminile, dal loro atteggiamento”, chiude Lotito su Tudor.


