Lazio, onta su onta: il mercato conferma, prigioniera dell’anonimato

Lazio, onta su onta: il mercato conferma, prigioniera dell’anonimato

Calciomercato

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Onta su onta. Markmann, un ragazzino danese di 19 anni, fresco di battesimo in Danimarca, ha detto no.

Il papà ha declinato invito e offerta di Lotito. L’accordo col Nordsjælland (6 milioni) non è bastato per convincerli ad accettare. E’ possibile che il ragazzo e la famiglia siano attratti da sirene inglesi o turche. Che abbia pesato una richiesta di commissioni essendo Markmann in scadenza nel 2027, ma non ci si può aggrappare solo agli alibi e alla poca concorrenzialità dei club italiani, agli sgambetti esteri. Per la Lazio, questo mercato, ad oggi, è il confine imbarazzante che la rende prigioniera dell’anonimato. Così si è ridotta, non attrae come prima. E’ una realtà dolorosa, non è più una casualità. Prima di Markmann era saltato l’arrivo di Asp, stanco di aspettare la conclusione della trattativa con il Bayern, mai arrivata. Ha scelto il Depor, neopromosso in Liga. Primo smacco. La Lazio del mercato semibloccato, degli indici piangenti, dei pochi soldi in cassa, è spinta alla periferia delle ambizioni. Non è scelta neppure dai talenti in cerca del salto. Markmann, difensore centrale individuato come nuovo Gila, a Formello era ritenuto eleggibile a promessa. Gattuso ne aveva apprezzato l’identikit nonostante la giovane età, cerca un difensore tecnico, bravo a rompere la linea. Era pronto a scommetterci, a lavorarci, a rischiare. In queste condizioni non può fare altro. La disfatta complica di nuovo i piani difensivi. E’ un mercato che sta infierendo sul lavoro di Rino. Corriere dello Sport