
Lazio, Zazzaroni e l’analogia Maestrelli-Gattuso: “Dallo scetticismo alla rivoluzione”
Rassegna stampa
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Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, sulle colonne del suo giornale ha scritto un editoriale nel quale tesse le lodi di Gattuso alla Lazio, evocando anche un paragone già richiamato da Caressa e Di Canio: quello con Tommaso Maestrelli.
Un piccolo estratto: “Ai laziali dalla buona memoria e ai romantici di ogni età la partenza della Lazio di Gattuso in campionato riporta alla mente l’epopea maestrelliana. Anche Tommaso, come Rino, arrivò nello scetticismo e poi fece ricredere tutti.
Ma è lì. Con la sua rivoluzione insensata, con la sua anomalia evidente, con il suo tecnico sbertucciato, denigrato, fatto passare per uno all’inseguimento dell’ultimo stipendio mentre gli abbonati si contavano sulle dita di una mano, le bandiere come Romagnoli salutavano e il ritiro a Formello era stata l’occasione per confrontarsi con Ascoli e Avellino”.
E poi ancora: “Al centro di questa tempesta perfetta, d’un tratto si è palesata la bellezza. Di una squadra che gioca bene, è unitissima, si permette il lusso di spolverare gioielli trattati per mesi quando non per anni alla stregua di ex giocatori e affianca l’Inter guardando dall’alto Milan, Napoli, Juventus e – incredibile dictu – i rivali cittadini della Roma. Durerà, non durerà? Prima di fare le cassandre sarebbe utile ragionare sul fenomeno. Sulle letture aprioristiche. Sulla sottovalutazione costante di chi invece, guardandosi con onestà al proprio interno, decide di non piangere sulle difficoltà e si compatta come un’unica falange”.


