
Lazio, Tavares ha ritrovato il posto e la continuità: la permanenza si è trasformata in ripartenza
Rassegna stampa
Condividi l'articolo
Gattuso riflette su come tenerlo in ritmo per il maggior tempo possibile.
Sui social un filmato-collage di questo inizio di stagione: accelerazioni, strappi, avversari saltati, contrasti vinti, assist per i compagni.
Tavares cerca spazio, finora non ha accumulato un minutaggio consistente. Jorge Jesus, adesso alle prese con il caso CR7, ha giustamente il suo titolare fisso sulla fascia sinistra: la scelta, con davanti un terzino monstre come Nuno Mendes, non può mai essere discussa. Il Nuno laziale, si legge, prova comunque a entrare in corsa o nelle rotazioni. È stato sganciato negli 11 minuti finali della prima gara con il Galles (vinta 1-0), poi è rimasto in panchina per l’intero match in trasferta contro la Norvegia di Haaland (1-2, altro successo). Stasera una nuova gara e una nuova possibilità per mettersi in mostra.
I laziali, al contrario, vorrebbero metterlo in una teca. Ha ritrovato il posto e la continuità che gli mancava dalla prima stagione in biancoceleste. Con Baroni al comando un rendimento da sballo fino a gennaio, poi i continui infortuni lo hanno frenato talmente tanto da lasciarlo fermo al palo. Con Sarri non è scattato un vero feeling: qualche buona prestazione, un paio di gravi errori di concentrazione nei due appuntamenti più importanti (al derby e nella finale di Coppa Italia), spesso seduto tra le riserve per Pellegrini o Lazzari (con Marusic traslocato a sinistra). La musica, conclude il quotidiano, sembra ricambiata. Gattuso riflette su come tenerlo in ritmo per il maggior tempo possibile. Per sfruttare al massimo le sue capacità. Tavares ha ritrovato brillantezza, fiducia e costanza, quando è in forma è un problema per tutti contenerlo nell’uno contro uno. Un fattore nelle prime 5 giornate, arricchite dai 2 assist serviti a Frattesi (contro il Genoa) e Noslin (a Venezia). Oltre i passaggi vincenti c’è di più. Impatto devastante soprattutto ripensando alla situazione vissuta in estate: in bilico come possibile plusvalenza del mercato a saldo zero, il Porto non ha affondato il colpo, la Lazio chiedeva circa 20 milioni per il suo cartellino (una parte sarebbe finita nelle casse dell’Arsenal). Benedetta mancata cessione, la permanenza si è trasformata subito in una ripartenza.


