Lazio, Pedro dice addio al calcio: campione e leggenda che ha vinto tutto

Lazio, Pedro dice addio al calcio: campione e leggenda che ha vinto tutto

Rassegna stampa

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L’annuncio sui social e il video che ripercorre tutte le sue vittorie.

C’è chi vince tanto, e c’è chi ha vinto praticamente tutto quello che il calcio può offrire.

Pedro appartiene alla seconda categoria, ed è per questo che il suo addio, annunciato ieri a quasi quarant’anni, pesa più di un semplice ritiro: chiude una delle carriere più complete e vincenti della sua generazione. Nato a Tenerife, cresciuto nella Masia del Barcellona, Pedro ha esordito in prima squadra nel gennaio 2008, nel pieno dell’era più dorata della storia blaugrana. Sette stagioni, 321 presenze, 99 gol e venti trofei, tra cui tre Champions League, cinque campionati spagnoli e tre Coppe del Re. Nel 2009 è diventato il primo calciatore della storia a segnare in sei competizioni diverse nello stesso anno solare, record eguagliato solo da Messi. Con la Spagna ha scritto pagine altrettanto importanti: titolare nella finale mondiale del 2010 contro l’Olanda, al posto dello squalificato Torres, e protagonista nel trionfo europeo del 2012 sull’Italia. Poi il salto in Premier League, al Chelsea, dove ha trascorso cinque stagioni vincendo un campionato, una FA Cup e un’Europa League, quest’ultima firmata anche con un gol nella finale del 2019 contro l’Arsenal. Un trofeo che gli è valso l’appellativo di “re delle finali“: in carriera è andato a segno per ben nove volte negli atti conclusivi delle competizioni disputate, dato che pochissimi calciatori al mondo possono vantare. L’approdo inItalia, nel2020, lo ha portato prima alla Roma e poi alla Lazio, suo ultimo club, con cui ha chiuso il 30 giugno scorso.

Qui ha trovato un rapporto speciale con l’ambiente biancoceleste, impreziosito dal gol nel derby capitolino del 2021, che lo ha reso il terzo calciatore nella storia capace di segnare il derby con entrambe le maglie. Nel messaggio d’addio, Pedro ha ripercorso l’intero viaggio con parole dense di emozione: «Ricordo ancora il frastuono, migliaia di persone sugli spalti e un ragazzo di vent’anni di Tenerife che aspettava a bordo campo. Quel giorno aprii le porte a un’altra vita».

Un pensiero speciale per il Barcellona: «Far parte della migliore squadra della storia è stato un privilegio, abbiamo vinto tutto e stupito il mondo. Il mio cuore sarà sempre al Barça». E per l’ultima tappa: « L’Italia mi ha toccato il cuore. Sono arrivato da veterano e mi hanno trattato come un figlio». A chiudere, un ringraziamento a tutti quelli che lo hanno accompagnato: «La cosa migliore non sono stati i titoli, siete stati voi. Grazie ai club che mi hanno aperto le porte, agli allenatori che hanno creduto in me, ai tifosi per questo affetto, e alla mia famiglia. Grazie, calcio, per avermi reso così felice». IL TEMPO