
Lazio, la parabola di TJ: da indecifrabile ad asso dell’attacco. E pensare che anche Gattuso…
Rassegna stampa
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Pupillo di Baroni al Verona, arrivato alla Lazio Noslin aveva faticato a trovare la titolarità con continuità.
Per un paio d’anni avevano pesato sulla sua valutazione i circa 16 milioni spesi dal club per strapparlo al Verona. Una cifra che per le casse capitoline significava un esborso non indifferente, giustificabile solo un per un top player. Purtroppo i primi tempi sono stati costellati più da panchina e da critiche, che da prestazioni sontuose, quelle alle quali stiamo assistendo ora.
Lo stesso Gattuso nel momento in cui arrivò nella Capitale, pensava a Noslin più come ad un esterno che ad un vero e proprio centravanti. Era chiaro come il tecnico calabrese preferisse Dia all’olandese. Partito il senegalese e con Pinamonti ancora in fase di rodaggio, Ringhio ha deciso quasi per necessità di affidarsi all’ex Verona come prima punta pura.
La fiducia del mister biancoceleste è stata ampiamente ripagata con 4 reti e 2 assist nelle prime 8 partite. Si tratta del capocannoniere della squadra che guida la classifica di Serie A. Un traguardo impensabile fino a poche settimane fa. Noslin è già ad un passo dal battere il regol di 5 centri in Serie A, ottenuto con il Verona nella stagione 2023-2024. Gattuso lo esalta non solo per la vena realizzativa ritrovata, ma anche per il lavoro sporco in fase di pressing che permette a tutta la squadra di salire e di aggredire i portatori di palla avversari. Pinamonti è avvisato, per riprendersi il posto da titolate, dovrà sfruttare ogni singolo minuto che gli verrà concesso.


