
Lazio, la notte degli addii tra smarrimento e decadenza. E con un Olimpico deserto
Rassegna stampa
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Per triste che sia da sottolineare, i biancocelesti, in questa stagione, hanno trasmesso un forte senso di decadenza e smarrimento; Maurizio Sarri, a quanto si coglie, ha già pronte le valigie e sarà addio al termine di Lazio-Pisa, ultimo match stagionale: non per colpa dello spogliatoio, non per l’ambiente, ma a causa di tensioni e dinamiche societarie che gli impediscono di continuare, e hanno incendiato gli animi dei tifosi, che saranno appena 3000, all’Olimpico, in una serata di molti addii.
A Maurizio Sarri va riconosciuto il merito di aver tenuto insieme i pezzi in una stagione che poteva finire in tracollo.
Si chiude una stagione che possiamo definire fallimentare, non rilanciata come si sperava dal mercato di gennaio. Né Maldini né tantomeno Ratkov sono riusciti a dare nuova vita a un attacco tra i meno prolifici degli ultimi anni.
A detta del Corriere dello Sport, la società vuole ripartire da Kenneth Taylor, acquisto indubbiamente azzeccato, ma il rischio è quello che, attorno a lui, vi sarà una Lazio sempre più povera di certezze e di prospettive. A cominciare dal’Olimpico, un tempo punto di forza, che ora rischia di ritrovarsi senza gran parte degli abbonati.
Siamo giunti alla notte dei bilanci e dei saluti e abbiamo chiari gli obiettivi per il prossimo futuro: ritrovareunità tra squadra, tifosi e società. Ma oggi, quella distanza, sembra più ampia che mai. Il timore è che alla Lazio resti soltanto il ricordo di un passato migliore per portare luce su un presente amaro e un futuro buio.


