Lazio, il punto di partenza della mobilitazione: il progetto è un trust in stile inglese

Lazio, il punto di partenza della mobilitazione: il progetto è un trust in stile inglese

Rassegna stampa

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L’evento di sabato 11 luglio al teatro Manzoni, degli Stati generali della Lazialità, non si è davvero concluso, ma è solamente un punto di partenza per un obiettivo più grande: ecco qual è il progetto ed il futuro dell’evento.

Tra le prospettive emerse al termine degli Stati Generali della Lazio c’è la volontà di dare continuità alla mobilitazione e, soprattutto, di trasformarla in un progetto stabile.

A illustrarne gli sviluppi è stato Franco Spicciariello, che ha spiegato come il percorso non si esaurirà con l’iniziativa appena conclusa. Come spiegato da il Corriere dello Sport, la protesta proseguirà anche nei prossimi mesi attraverso diverse forme di partecipazione: dalle manifestazioni pubbliche al seguito della squadra in trasferta, fino alle campagne sui social. Parallelamente è già iniziato il lavoro per costituire un organismo che rappresenti in modo permanente la tifoseria nei rapporti con il club e con le istituzioni.

L’idea è quella di creare un soggetto capace di riunire le diverse anime del tifo biancoceleste, offrendo uno spazio di rappresentanza comune senza sostituirsi ai gruppi organizzati. L’obiettivo è costruire un interlocutore riconosciuto che possa dialogare in maniera continuativa con la società, valorizzando il contributo di tutte le componenti della tifoseria. Il progetto prende ispirazione dall’esperienza dei supporters trust diffusi nel calcio inglese e in altri Paesi europei, dove il coinvolgimento dei tifosi nelle relazioni con i club rappresenta ormai una pratica consolidata. Nel Regno Unito, ad esempio, un confronto strutturato tra società e sostenitori è richiesto dal 2015 tra i requisiti per il rilascio della licenza ai club.