
Lazio, Gattuso isola la squadra dall’inchiesta: “Testa al Venezia”
Rassegna stampa
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Rino ha affrontato problemi per tutta l’estate, non ha mai alzato l’elmetto.
Lo ha puntualizzato in ritiro, lo ha ribadito un’altra volta e non intende più ripeterlo: «Isoliamoci da tutto ciò che avviene all’esterno».
Gattuso, si legge, ha paura che la squadra possa inciampare dentro una trappola in Laguna, per questo la sta martellando in ogni allenamento fino allo sfinimento. Il Venezia ha speso fior di milioni sul mercato, secondo Rino non meritava di perdere alcune partite, darà l’anima per mantenere mister Stroppa al suo posto. La Lazio aveva motivazioni alle stelle sabato scorso contro il Milan, non si può permettere di abbassare la guardia, in virtù di un avversario di minor calibro. L’allenatore calabrese teme le pressioni esterne, ma anche il campo invaso dal Diavolo nel secondo tempo.
Rino è abituato a gestire situazioni complicate, lo ha dimostrato più volte nella sua carriera, con quella capacità – gliela riconoscono i calciatori che ha allenato e i dirigenti con cui si è rapportato – di assumersi responsabilità anche non sue, rendendo più facile il lavoro di un gruppo. Adesso – con l’inchiesta della procura di Roma sul presunto complotto ai danni di Lotito – sta trasformando Formello in una specie di isola del pallone dove si pensa solo al calcio. Anzi al Venezia, e guai a sottovalutarlo: questo dev’essere l’unico chiodo fisso nel cervello.


