Lazio, dribbling, assist, gol, ruolo fluido: ciclone Tavares

Lazio, dribbling, assist, gol, ruolo fluido: ciclone Tavares

Rassegna stampa

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Ciclone in arrivo. E’ il nuovo Tavares, spalanca e spacca le porte.

Con Baroni aveva le ali. Con Sarri le catene. Con Gattuso i razzi e i missili. Rino lo ha liberato e armato. L’incontenibilità è aumentata. Terzino di spinta. Finto trequartista. Ala a Torino. E’ il processo evolutivo di Tavares. Nuno e trino. In un parola: tutto. Gattuso sta usando tutte e tre le versioni. L’ultima s’è vista allo Stadium quando è uscito Zaccagni, era l’86’. Tavares s’è trasformato in ala sinistra, il terzino era Pedraza. Forse una mossa sperimentale, di sicuro una soluzione astuta che altri allenatori hanno scartato o rifiutato. Eppure il miglior Tavares, prima della Lazio, s’era visto a Marsiglia: esterno nel centrocampo a 4. Il Nuno di oggi è di nuovo dal valore calcistico inestimabile, dalle conseguenze incalcolabili per ogni squadra. Nell’occhio del ciclone è finita la Juve. Lo 0-2 di Isaksen è nato da un cambio gioco di 40 metri, fatto di destro, col piede debole. Nuno era ancora terzino volante.   Questo Tavares è Rocket Man con più superpoteri. L’assist di Torino è il terzo in sette partite, tutti sfornati crossando. Segue al gol col Monza, una folgore nel cielo di Roma. Nuno l’ha segnato prorompendo centralmente, da finto trequartista. Le combinazioni di ruolo pensate da Rino spesso prevedono Nuno accentrato. Ha creato un’arma che hanno pochi in Europa. Caro destino, ora proteggilo. E’ la preghiera di Gattuso. L’ha svincolato e innescato il più possibile, difficile preservarlo in queste condizioni. Lo tiene sempre in campo. E’ deflagrante quanto accelera, quandro crossa, quando tira. La Lazio più Tavares. La Lazio meno Tavares. Quante volte s’è detto? C’è differenza. Sia Baroni che Sarri hanno impennato e frenato rispetto alla sua discontinuità. Gattuso gli sta addosso. Anche con lui aveva centrato una falsa partenza. Rino ha applicato una terapia d’urto: “Io non vado d’accordo con i lavativi, con chi butta il talento“, ogni riferimento non era casuale. Tavares vive la sua carriera come l’equilibrista sul filo. Con Gattuso basta poco e la fame d’improvviso torna a illuminare le pupille. Così è stato per Nuno. Il Tavares che Gattuso è riuscito a ricaricare è da frequenze altissime. Con la Juve picco di velocità massima di 34.3 chilometri orari. 

I numeri da record: tra i difensori, con 3 gol e 1 assist, è primo insieme a Carlos Augusto per partecipazione alle reti. Nel ruolo è primo per dribbling riusciti (9). E’ secondo dietro Dimarco per tiri totali (12 e 11). Nuno è entrato nella classifica dei possessi rubati (31 dietro Oyono, Hermoso, Troilo e Calvani). Un segno di crescita tattica. Difensivamente la scuola Sarri gli è stata utile. Ma Nuno non potrà mai essere un impiegato che timbra il cartellino, bloccato nella difesa a 4. “Nuno Tavares? C’è solo uno superiore, è Nuno Mendes. È un giocatore che ha tutto, ma non ha dato continuità. Potrebbe giocare benissimo nel Real Madrid per le qualità che ha, speriamo di averlo integro e sano“, le prime parole di Gattuso nel tratteggiarlo. Nuno ha ricambiato: “Gattuso mi ha detto che devo ‘andare’, posso fare quello che voglio“. Terzino, finto trequartista, ala. Assist da cross e cambi gioco pennellati. Battitore di angoli e tiratore scelto. Un Tavares da all-in. Un ciclone umano. Dalle primissime stime altri gol e altri assist. L’allerta continua.