
Lazio, Cataldi torna a Firenze: dal non riscatto alla nuova leadership in biancoceleste
Rassegna stampa
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Danilo Cataldi, a settembre del 2024, si presentava ai tifosi della Fiorentina come nuovo giocatore viola.
Fin dalle prime parole pronunciate da calciatore della Fiorentina, Cataldi mise bene in chiaro che cosa significasse per lui la Lazio. Naturalmente, da professionista esemplare qual è, il centrocampista promise di dar tutto per la maglia viola, senza però rinnegare la squadra del suo cuore. Si avvicinava l’autunno 2024 e quel ragazzetto cresciuto sui campetti dell’Ottavia, che aveva realizzato il sogno di diventare un calciatore della Lazio e poi era stato messo alla porta, con le valigie in mano, costretto ad abbandonare i suoi colori, veniva accolto a braccia aperte da Palladino, al tempo allenatore a Firenze. Il riscatto a fine stagione sembrava una formalità, anche per via dell’importo di 4 milioni; cifra piuttosto bassa rispetto al valore dell’atleta. Invece, accadde l’esatto contrario.
Cataldi ha vissito un anno da protagonista alla Fiorentina, soffiando la Conference League proprio alla Lazio. Palladino, però, non si sentiva ascoltato e si dimise. Arrivò Pioli, l’allenatore che aveva lanciato Cataldi in biancoceleste,ma la società toscana decise di non riscattare Cataldi, rispedendolo a Roma.
A Formello, Danilo ha ritrovato Sarri, all’inizio di questa stagione, e con lui una seconda possibilità. Cataldi, con la maglia biancoceleste indosso, è sempre stato una garanzia. Un centrocampista di qualità che ha saputo far suoi i panni da regista, anche grazie allo strepitoso lavoro portato avanti sotto gli occhi e con gli insegnamenti del Comandante. Quest’anno, ha saputo guidare un centrocampo orfano di Rovella, il play d’elezione che ha affrontato una stagione colma di infortuni, non facendo minimamente pesare la sua assenza. Cataldi ha dettato i tempi di gioco, fornito qualità, garantito visione di gioco e segnato tre gol. A tal proposito. La sua freddezza dal dischetto è stata l’ennesima piacevole scoperta. Il centrocampista è diventato l’uomo dei penalty pesanti, di quelli decisivi.


