
Lazio in stallo, ma Lotito chiude per la Reggina: oggi il passaggio di proprietà
Rassegna stampa
Condividi l'articolo
Lotito compra la Reggina e non compra per la Lazio esponendosi sempre più all’ira dei laziali.
E’ sempre complicatissimo e noiosissimo il balletto delle cifre così come il tentativo di predire le mosse di Lotito. I passaggi formali aiuteranno a svelare il piani. Oggi la firma e gli annunci (presumibilmente a Borsa chiusa), a meno che non si decida di posticiparli. Tra i segreti d’ufficio da svelare i dettagli dell’operazione. Lotito dovrebbe acquisire la Reggina con una società a lui riconducibile, non più del figlio Enrico. In questo caso si seguirebbe un iter diverso rispetto all’acquisizione della Salernitana. A Salerno figurava comproprietario Enrico Lotito insieme a Marco Mezzaroma. L’avvento di Claudio consola la disperazione dei reggini dopo due fallimenti, tre cambi societari e quattro anni totali di Serie D dal 2015 ad oggi. Lotito non sarà presidente, deve decidere se nominarne uno (il figlio Enrico è stato un forte candidato) o affidarsi ad un amministratore unico (lo fece a Salerno). In quest’ultimo caso niente direttore generale, solo un direttore sportivo. In ballo resta il nome di Carlo Susini (a Salerno dal 2012 al 2014 con Lotito). Si stanno valutando anche altri profili. Il nuovo diesse sceglierà il nuovo allenatore. Alfio Torrisi, attuale tecnico della Reggina, è in scadenza. Il rinnovo fino al 2027 non è contrattualizzato, solo legato ad una scrittura privata con l’ormai vecchia società. Lotito dovrà costruire la squadra di sana pianta. Sotto contratto ci sono solo 10 giocatori, in scadenza al 30 giugno ce ne sono 20 (compresi due prestiti), anche i senatori Ragusa e Barillà. Ieri ha salutato Giuseppe Praticò, ex diggì amaranto, passato al Campobasso di Rizzetta. Corriere dello Sport


