Lazio, tutti i nodi del Flaminio: “Come si stabiliscono i benefici per la collettività senza esaminare il piano economico-finanziario?”

Lazio, tutti i nodi del Flaminio: “Come si stabiliscono i benefici per la collettività senza esaminare il piano economico-finanziario?”

Progetto stadio

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“Sul progetto del nuovo stadio Flaminio, sogno dei tifosi laziali ormai da decenni, il Campidoglio sembra aver inventato una procedura: prima si festeggia il risultato, poi si controllano le carte.

La Conferenza dei servizi preliminare del 13 agosto avrebbe concluso l’istruttoria tecnica sul progetto della Lazio, aprendo la strada alla dichiarazione di pubblico interesse. Avrebbe: il condizionale è d’obbligo, visto che il Piano economico-finanziario sarebbe rimasto fuori dalla valutazione.

Una curiosità: come si stabilisce che i benefici per la collettività superino i costi, senza esaminare i conti? Con la calcolatrice della fiducia?”. “Il nodo è proprio quello di carattere finanziario. La Lazio presenta il nuovo costoso progetto, ma andrebbero chiariti identità e struttura del diverso soggetto che dovrebbe intervenire sul bene
pubblico. Chi sono i soci, quali capitali apportano, da love provengono le risorse? Quali finanziamenti e garanzie sostengono l’operazione? Tracciabilità dei soci e dei mezzi finanziari, provenienza dei fondi non sono malignità tirate fuori dagli oppositori: sono legittime domande di trasparenza per un investimento rilevante su un patrimonio dei cittadini. Il pubblico interesse non può significare: il bene lo mette Roma, i capitali si vedranno”.

“Anche la tutela merita qualcosa di più di un inchino. Nel parere del 10 agosto la Soprintendenza avrebbe indicato il Piano di conservazione qualificato come riferimento prioritario per valutare la compatibilità del progetto, insieme al vincolo ministeriale. Prescrizioni da rispettare,
non coriandoli da spargere sulla delibera. E resta segnalata l’assenza di un parere formale dell’Avvocatura capitolina sulla concedibilità del diritto di superficie. Prima di promettere un bene, converrebbe chiarire a quali condizioni lo si possa concedere”.

“Poi ci sono i residenti, che nel quartiere abitano anche quando le telecamere se ne vanno. Viabilità, decoro e qualità della vita entrano nel pubblico interesse. Le associazioni
avrebbero scritto dal 25 agosto senza avere risposta; mancherebbe inoltre una valutazione tecnico-istruttoria del Municipio II. Ignorare queste voci potrebbe offrire ulteriori argomenti ai ricorsi. L’Assemblea sarà quindi chiamata a motivare la scelta definitiva, pesando benefici, vincoli e
interessi coinvolti. Non limitarsi a ratificare l’entusiasmo del sindaco della Capitale Gualtieri. Anche perché le eventuali carenze dell’istruttoria della motivazione potrebbero esporre la delibera all’impugnazione”.

“E i consiglieri? Il voto favorevole non comporta automaticamente responsabilità personali, che richiedono specifici presupposti. Ma ignorare lacune evidenti o pareri tecnici contrari potrebbe pesare nella loro valutazione. Lo stadio Flaminio merita assolutamente di rinascere. Chi vota, però, legga le carte con grande attenzione perché, poi, davanti a un giudice, «ce lo aveva assicurato il sindaco» rischia di essere una difesa assai corta”. Alfredo Parisi, Il Tempo