Lazio, conferenza Gattuso: “Io dipinto come uno scappato di casa. Classifica? Viviamo alla giornata”

Lazio, conferenza Gattuso: “Io dipinto come uno scappato di casa. Classifica? Viviamo alla giornata”

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La Lazio batte 3-1 il Monza e consolida, per almeno un’altra settimana, il primo posto in classifica.

Al termine del match, il tecnico biancoceleste Gennaro Gattuso ha commentato la vittoria casalinga in conferenza stampa. Di seguito le sue parole:

Come si deve analizzare il secondo tempo?

“Se ho fatto ritardo è perché ho aspettato tutti negli spogliatoi. C’è poco da spiegare. Questa è una squadra che non può gestire il risultato, non siamo capaci. Dobbiamo sempre andare a mille all’ora. Fotocopia della partita contro il Milan. Il primo tempo poteva finire 4-0. Nel secondo tempo non mi è piaciuto nulla. Ho detto questo alla squadra. Se vogliamo continuare a sorprendere non dobbiamo aver paura. Capisco che senza nessuno che spinge questa squadra si deve alimentare da sola. Ma ormai lo sappiamo. Oggi ci è andata bene, meritavano il pareggio. Dobbiamo migliorare. Le ultime due partite in casa sono state uguali, per questo ho voluto parlare alla squadra”.

Nella logica del gruppo, questa Lazio potrebbe recitare un ruolo diverso in campionato?

“Dobbiamo vivere alla giornata. Se guardi la classifica ti fa male la testa. Dobbiamo allenarci bene, poi sta a me. Non mi era mai capitato di cambiare i due centrali in una partita. Sono bravi loro a darmi la possibilità di cambiare. Oggi volevo far partire dal primo minuto Doekhi e Diogo Leite. Questo significa che ho giocatori che lavorano bene, io ho fiducia in loro. Ora ci riposiamo, poi pensiamo alla Juventus: squadra fortissima con un fortissimo allenatore”.

Che Monza ha visto?

“Il Monza ha sempre giocato bene con tutte. Avevo grande preoccupazione. Hanno messo sempre in difficoltà tutti. Siamo stati bravi nel primo tempo, difficilmente ci prendevano. Loro sono una squadra giovane con giocatori interessanti. Sapevamo che avrebbero potuto metterci in difficoltà”.

Nel secondo tempo calo di testa, come si cura? I cambi dei centrali?

“Sostituiti perché ammoniti e perché arrivavamo sempre in ritardo. Avevo bisogno di gente fresca. Può succedere prendere gol, poi però subentra la paura. Ho chiaro cosa va fatto. Noi analizziamo bene le partite. Bisogna avere qualche giocatore che si incazzi con i compagni e li richiami. Così si migliora”.

Floriani fa partire il terzo gol. Come ci ha lavorato?

“L’angolo però l’ha regalato lui, li mi sono arrabbiato. Deve crescere in queste cose. Quando un giocatore ha questa velocità e ha voglia di migliorarsi già parte avvantaggiato. È un ragazzo incredibile, parla poco e lavora tanto. Quando un allenatore trova un atleta così è tutto più facile. Gli ho detto che doveva lavorare e che il suo momento sarebbe arrivato. Ho fiducia in lui, è giovane e può diventare ancora più forte”.

Quanto le farà piacere, quando torneranno anche Cataldi e Rovella, avere l’imbarazzo della scelta in regia?

“Cataldi già è tornato con noi, ha recuperato. Io voglio tutti i miei giocatori a disposizione. Chi sta meglio giocherà. In questo momento ci godiamo Belahyane. Ha sofferto ma ci sta mettendo grande professionalità. È intelligente e bravo tatticamente. Deve migliorare e giocare in avanti, fa ancora un po’ di fatica. Non vedo l’ora però che tornino tutti a disposizione”.

Cosa le sta dando l’esperienza in questo club rispetto alla Nazionale?

“Ma sinceramente nulla, io faccio le stesse cose che facevo prima. Dipende come ti vogliono far passare. Sembra che io abbia fallito ovunque. Viviamo in un paese in cui si analizza poco cosa fai e quello che proponi. Io pago la mia personalità da calciatore. La gente pensa che io sia rimasto quello. Le esperienze che ho fatto mi hanno lasciato molto. Sembra che sono uno scappato di casa che ha sbagliato tutto. Non mi risulta però. Bisogna analizzare i dati. Viviamo in uno sport in cui l’episodio ti condanna. Ho perso una Champions League per un punto con il Milan, stessa cosa con il Napoli. In Nazionale è successo quello che è successo. In Croazia ho perso il campionato all’ultima giornata. Io questo mestiere lo faccio con grande passione e credo fortemente in quello che faccio”.

Mandas sta portando punti, se ne parla poco?

“Io ho fatto di tutto per farlo rimanere qua. Aveva giocato poco negli ultimi sei mesi, era indietro nel gioco con il pallone ma come portiere è tanta roba. Forse soffriva la pressione di Provedel, affiancare a Motta è stato giusto”.

Quanto è importante il gol di Pinamonti?

“Lui deve stare tranquillo. Oggi Noslin ha fatto un primo tempo incredibile. Giusto che lui sia incazzato con me o con se stesso. Il suo momento arriverà. È un ragazzo perbene e un giocatore forte. Sta lavorando con grande impegno, sarà importante per noi”.

Come pensavate di giocare la ripresa?

“Dovevamo giocare allo stesso modo. Oggi il primo tempo abbiamo palleggiato e attaccato bene. Noslin è stato bravo a legare. Nel secondo tempo abbiamo smesso. L’errore più grande è stato quello”.