Lazio-Flaminio, incontro segreto tra Lotito e Gualtieri: “Stadio all’inglese”

Lunedì, alla prima visita ufficiale in Campidoglio da quando Roberto Gualtieri è il sindaco, Claudio Lotito era il solito vulcano. Attivissimo su tutti i fronti, da quello societario a quello urbanistico. Perché l’incontro, riservatissimo, è stato chiesto dal patron dei biancocelesti proprio per fare il punto sulla questione dello stadio. La Roma è più avanti e, dopo l’estenuante tira e molla sull’ormai naufragatissimo progetto di Tor di Valle, è finalmente a un passo dal grande annuncio. La Lazio, è questa l’urgenza del presidente, non può restare troppo indietro. Sul tavolo c’è ovviamente l’opzione del Flaminio. Lotito ha già visitato l’impianto del Comune, facendosi consegnare le chiavi dal dipartimento Sport, più di una volta sul finire della consiliatura Raggi. «Noi siamo pronti», ha spiegato Gualtieri a Lotito. Aggiungendo che però sta al club farsi avanti con dei progetti e al Campidoglio poi valutarli con i propri uffici. Insomma, come preannunciato dall’ex ministro dell’Economia nel corso della campagna elettorale che ha preceduto le ultime Comunali, a ognuno il suo ruolo. Nelle idee di Lotito c’è quella di fare una struttura polifunzionale, in grado di attrarre i tifosi nei giorni della partita ma di vivere anche il resto della settimana con ristoranti, negozi e un museo a tinte biancocelesti. Concept britannico, da declinare al Flaminio. Oppure sui soliti terreni sulla Tiberina del presidente laziale.

(La Repubblica)

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