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Rodrigo Taddei
Rodrigo Ferrante Taddei nasce a San Paolo del Brasile, il 6 marzo 1980 è un centrocampista della Roma. Vantando un bisnonno originario della Provincia di Rieti, è in possesso anche di passaporto italiano.
Dotato di grande velocità, spirito di abnegazione e buona tecnica, di solito viene impiegato come laterale destro di centrocampo.
Comincia la carriera professionistica con il Palmeiras, nelle cui fila disputa la stagione 2001-2002, giocando 25 partite e mettendo a segno un gol.
Nel settembre 2002 viene ingaggiato dal Siena, con cui gioca per 3 stagioni.
L’8 giugno 2003, dopo il pareggio per 1-1 che consente al Siena di ottenere la prima storica promozione in Serie A dopo 99 anni di storia, Rodrigo è vittima di un grave incidente automobilistico nel quale perde la vita il fratello minore, Leonardo. Nella macchina, finita fuori dalla strada a causa di una gomma scoppiata, c’erano l’ex calciatore del Siena Pinga e due amici dei calciatori. Il grande dolore non mina la carriera del brasiliano, che ama ricordare il fratello dopo ogni gol mimando il battito del cuore con il pugno sotto la maglietta.
Ripresosi dall’incidente, Rodrigo Taddei aiuta la squadra a guadagnare la salvezza nel campionato di Serie A 2003-2004. Nell’annata seguente, avendo rifiutato di firmare il rinnovo del contratto, viene messo fuori rosa dall’inizio di agosto e salta buona parte della stagione. Il giocatore intraprende un’azione legale accusando la società di mobbing, accusa lasciata cadere però a dicembre in quanto reintegrato in rosa in seguito all’accordo della società toscana con la Roma.
Alla scadenza del suo contratto, nell’estate 2005, viene ingaggiato dalla Roma. Con i giallorossi ha collezionato presenze in campionato, Coppa Italia, Coppa UEFA e Champions League.
Il 18 ottobre 2006, durante l’incontro Olympiakos-Roma valido per il primo turno di UEFA Champions League, sorprende pubblico e critica con una gesto tecnico particolare. Quel numero, ripreso e trasmesso da molte televisioni, fu battezzato dal giocatore Aurelio, in onore di uno dei vice di Spalletti, Aurelio Andreazzoli, che aveva spesso incoraggiato il brasiliano a provare la giocata in partite ufficiali.
Con la Roma è stato in grado di esprimere al meglio le sue qualità tecnico-tattiche, diventando titolare inamovibile della formazione di Luciano Spalletti e risultando tra i giocatori impiegati con maggiore assiduità dall’allenatore, a testimonianza di una notevole integrità fisica. La sua capacità di eseguire sia la fase offensiva che la fase difensiva, lo hanno reso con Perrotta l’uomo simbolo del ciclo spallettiano, con prestazioni memorabili anche in Champions League, come a Lione.
Il 5 dicembre 2007 realizza la sua seconda doppietta in maglia giallorossa, contro il Cagliari (dopo quella dell’anno precedente nella partita contro la Fiorentina, terminata col punteggio di 3-1 per i giallorossi), fissando il risulato sul 2-0.
Il primo gol in Champions League lo realizza il 5 marzo 2008, in occasione della partita di ritorno degli ottavi di finale contro il Real Madrid allo Stadio Santiago Bernabéu. La rete di Taddei, con un preciso colpo di testa ad incrociare su cross di Max Tonetto, è risultata decisiva ai fini della qualificazione della Roma ai quarti di finale. Nella parte finale del campionato 2008/09 sembrava aver perso stimoli e le sue prestazioni risultavano mediocri o insufficienti. Con l’arrivo di Claudio Ranieri, partendo dalla panchina, riesce a guadagnarsi nuovamente il posto da titolare ritrovando freschezza atletica, corsa e fiducia, risultando un elemento determinante nella sfortunata volata scudetto con l'Inter. Al termine della stagione, rinnova il contratto con la Roma per 4 anni.
Il 10 settembre 2007 annunciò che, pur avendo il passaporto italiano e non avendo giocato nessuna partita nella Nazionale brasiliana, non avrebbe voluto considerare la possibilità di giocare nella Nazionale italiana, per “rispetto verso i compagni italiani che vogliono indossare la maglia del loro paese”. Il 22 febbraio 2009 però, alla medesima domanda che gli era stata posta a seguito del suo gol-partita in Roma-Siena (finita 1-0), dichiarò invece che avrebbe accettato senza problemi una eventuale convocazione di Marcello Lippi.