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Radiosei. Pulici: "L'articolo 22bis era già in vigore dal 2001. Decisione alla FIGC"
Dopo le numerose interpretazioni che sono state date da voci autorevoli nelle ultime ore, subito dopo la condanna di un anno e tre mesi per il Presidente della Lazio Claudio Lotito, si sono formate due diverse correnti di pensiero. Da una parte la corrente “Gentile”, che ha invocato una incompatibilità tra norme accessorie Noif e legge ordinaria, dall’altra la corrente “Grassani”, che invece ritiene che i provvedimenti debbano essere messi in atto sin da subito. Per cercare di fare un po’ di chiarezza in questo ambito giurisprudenziale, in Esclusiva ai microfoni di Radiosei, è intervenuto anche Felice Pulici che ha subito precisato che l’articolo 22bis era già in vigore da molto tempo a differenza di quando è stato detto negli ultimi giorni: «Correggiamo subito, la riforma dei criteri di onorabilità è del 2001, quindi già in vigore nel 2006. Questa è la cosa grave che conclude tutto il discorso. Non ho le carte federali sotto mano ma l’articolo 22bis dice che soggetti che sono sottoposti a sentenze come la frode sportiva che prevedono sanzioni a livello ordinario, anche sentenze non ancora passate in giudicato, purtroppo devono soggiacere al fatto di non essere considerati tesserati. L’anno scorso già ne discutemmo sul fatto di aggiotaggio, quando nel tribunale di Milano al primo grado di giudizio Lotito aveva subito una sanzione, con un interdizione ai pubblici uffici e si richiamò questa disposizione. Però guarda caso il reato di aggiotaggio non rientrava in quelle disposizioni. A quel punto come pena accessoria dovevi attendere l’esito finale del giudizio, aspettare i tre gradi e se veniva condannato veniva applicata anche la pena accessoria. Qui il discorso è diverso perché la Federcalcio la ha voluto imporre proprio nella struttura regolamentare delle Noif, dove si trova questa disposizione che potrebbe essere applicata». Dunque a questo punto la decisione non può che passare nelle mani della Federcalcio che dovrà decidere come comportarsi anche se tutto lascia presagire che la corrente “Grassani” sia quella giusta: «La Federcalcio è l’organo sovrano che deve stabilire e decidere il tipo di comportamento. Non si possono avere comportamenti non adeguati nella vita di tutti i giorni e a suo tempo la Federazione è intervenuta con criteri applicabili ai tesserati che dovevano comunque assumere quel comportamento di onorabilità che deve essere sempre presente nei soggetti tesserati. Nel momento in cui in una delibera di Lega o anche Federale dove ci deve essere il legale della società, la società si dovesse presentare con un tesserato colpito da un provvedimento o un giudizio di questo genere, qualcuno può sollevare il discorso chiedendo “ma questa società da chi è rappresentata?”». Altro discorso invece per quello che riguarda il Daspo, che potrebbe attivarsi solamente dopo l’ultimo grado di giudizio: «Il Daspo è di per sé una limitazione della libertà personale, essendo una pena accessoria in attesa di giudizio definitivo ecco che in quel momento rimane sospesa fino a che la sentenza rimane in giudicato. Faccio l’esempio che fra vent’anni la cassazione Lotito condannerà Lotito a un anno e tre mesi, allora Lotito non potrà a vedere le partite per tre anni. Anche lui nel 2006 ha provveduto a nominare un rappresentante legale del club quando fu inibito per quattro anni dalla giustizia sportiva. Richiamerà il dottor Moschini se non vado errato, gli consegnerà il club. Quindi io posso dare un’interpretazione sotto questo profilo anche se l’avvocato Gentile e Grassani ne sanno molto più di me. Possono esserci interpretazioni diverse ma l’applicazione di quella disposizione può essere considerata non idonea se fosse stata successiva al verificarsi dell’evento. Ma il 22 bis era già in atto dal 2001».
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Fonte: lalaziosiamonoi.it
Redazione EG
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