Pino Wilson
Giuseppe Wilson nasce a Darlington (Gran Bretagna) il 27 Ottobre 1945. Figlio di un militare inglese, Denis Wilson, di stanza alla NATO, e di madre italiana, Rachele, che il padre conosce nel capoluogo campano durante la Seconda Guerra Mondiale. Ben presto si trasferiscono tutti a Napoli dove Giuseppe inizia a dare i primi calci al pallone, nelle strade del Vomero.
La notizia del suo acquisto fu comunicata alla stampa durante la festa per la promozione in A a Villa Miani, ma passò praticamente inosservata in quanto Pino era ancora uno sconosciuto nel tempio del calcio. Ma poco importa, perchè su di lui punta ciecamente Lorenzo che lo fa allenare nel ritiro assieme ai titolari e lo fa esordire già alla seconda di Campionato, il 14 Settembre 1969 in Lazio-Torino 1-1. Saltando solo una partita in tutto il campionato, colleziona 28 presenze e gioca sempre a buoni livelli, anche quando la squadra esce sconfitta, e si attira così le simpatie di numerosi direttori sportivi che lo segnalano alle loro società.Intanto la sua amicizia con Chinaglia si salda sempre di più ed i due cominciano ad avere voce in capitolo. Malgrado qualche offerta da parte di buone squadre di Serie A, Lenzini, su indicazione del neo allenatore Maestrelli, non lo cede. Wilson affronta per la prima volta la serie cadetta con la smania di chi vuol subito risalire nell’olimpo del calcio.
Con Maestrelli è subito feeling a prima vista, i due s’intendono subito e l’allenatore lo promuove capitano della squadra, capendo le sue doti di leader. Wilson è laureando in legge, eccezione rara fra i giocatori del suo tempo, è colto e apre un’attività di assicurazioni. Certamente fare il capitano non è facile in quella squadra dove le personalità sono molto forti e i contrasti sono all’ordine del giorno. Arriva anche la convocazione in Nazionale, in occasione delle gare contro il Brasile e l’Inghilterra per i festeggiamenti per il 75° anniversario della F.I.G.C..
Affronta la stagione 1973/74 con la rabbia in corpo e si toglie lo sfizio di segnare la rete decisiva contro la Sampdoria il 14 Ottobre 1973, primo gol della sua carriera da professionista. In campo è un leone, amato da tutti e rispettato. Talmente forte, quella Lazio, che dovunque va raccoglie applausi a scena aperta. Sotto la pressione dei biancazzurri cadono la Juventus, il Milan, la Roma, il Napoli. Stavolta nessuno ferma la Lazio. Arriva così il fatidico giorno, quel 12 Maggio 1974, quando in un oceano biancazzurro la Lazio batte il Foggia e vince il suo primo campionato. Al fischio finale, Wilson viene spogliato dai tifosi e solo dopo l’intervento dei carabinieri riesce a conquistare nudo gli spogliatoi, piangendo come un bambino per la gioia. La sua Lazio ha vinto lo scudetto e per lui arriva la convocazione per la Coppa del Mondo 1974, assieme a Re Cecconi e all’inseparabile Chinaglia. Nel 1977 trova il tempo per laurearsi in legge.
La stagione 1979/80 si preannunciava come una delle tante, con la Lazio che al massimo avrebbe potuto competere per la zona U.E.F.A. Lenzini non aveva più disponibilità liquida e non poteva fare acquisti che fossero in grado di far fare un salto di qualità alla squadra. Wilson questo lo sapeva ma non se ne faceva un cruccio; la sua voglia di giocare era immutata come il primo giorno. [...]
tratto da Laziowiki.org
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