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Olimpico: deserto o quasi
Se non ci sarà il deserto, ci si andrà vicini. L'Olimpico rischia davvero di rimanere vuoto per la sua gran parte durante le partite casalinghe della Lazio. Sono infatti appena 9.400 gli abbonamenti sottoscritti per la stagione 2010-2011. Che rispetto ai 27.500 dell'anno passato fanno il 60% in meno. La campagna abbonamenti che chiuderà i battenti venerdì sera, rischia di toccare dei minimi storici. Siamo addirittura sotto i livelli della stagione 2006-2007 quando gli abbonati furono 13 mila. Dato che diventa ancora più desolante se si punta l'attenzione anche sulla prevendita per Lazio-Bologna, sono infatti appena duemila i biglietti venduti per il match di domenica. Le cause sono principalmente due: tessera del tifoso ed un rapporto deteriorato tra società e tifoseria. La tessera del tifoso ha certamente influito nell'economia di questo calo così drastico. La curva nord ha deciso di non aderire in blocco all'iniziativa promossa dal ministro Maroni, mille abbonamenti sottoscritti nel settore più caldo del tifo biancoceleste a fronte dei 9 mila dell'anno scorso. Un crollo che chiaramente influisce sul numero complessivo. C'è da dire però che la tessera del tifoso da sola non basta spiegare un calo simile. Alla base di questo flop c'è anche il rapporto ormai da troppo tempo in declino fra la società e la gente. Utile sarebbe potuta essere in questo caso una figura dalla provata fede biancoceleste in grado di fungere da raccordo e ricostruire il rapporto tra queste due componenti. Anche il campionato dell'anno scorso troppo brutto per essere dimenticato così in fretta deve aver pesato sul crollo abbonamenti. La speranza è che sia la Lazio a riportare i laziali all'Olimpico. Sta a Reja e ai suoi ragazzi attraverso prestazioni soddisfacenti convincere i tifosi a ripopolare lo stadio, perchè la Lazio non può e non deve prescindere dai suoi tifosi.
Fonte: rassegna stampa de lalaziosiamonoi.it
Redazione EG
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Ultimi commenti
peppe
07/09/2010
14:56
Il problema è che Lotito ha completamente snobbato i tifosi, ha continuato sulla sua strada fatta di prese in giro, buggie, promesse non mantenuta, proclami poi sempre risultati senza seguito, ecc.
( replica )Per cui quella che lui chiamava sparuta minoranza, con il passare del tempo è diventata la stragrande maggioranza, ed una maggioranza silenziosa che è ancora più pericolosa.
Ora non bastano le parole e gli inviti a far ritornare il tifoso allo stadio, occorrono fatti concreti azioni chiare , ad iniziare dalla struttura della società, che deve riportare all'interno uomini intrisi di lazialità ( Pulici - Zoff - Signori ) perchè solo loro potranno cercare di ridare credibilità ed entusiasmo ad una tifoseria ultradelusa.
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