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Nicolas Burdisso


Nicolás Andrés Burdisso nasce ad Altos de Chipión in Argentina il 12 aprile 1981, da quest’anno milita nella squadra giallorossa di cui è subito diventato un punto di riferimento, è inoltre un veterano della “selecion”.
Nasce come difensore centrale, ma è stato col tempo impiegato in tutti i ruoli del pacchetto arretrato e qualche volta addirittura come vertice basso di centrocampo.
Inizia la sua carriera da professionista nel 1999 nella squadra argentina del Boca Juniors. Con il Boca vince 2 Campionati  (2000 e 2003), 3 Coppe Libertadores (2000, 2001, 2003) e 2 Coppe Intercontinentali (2000 e 2003), potendo vantare così sin da giovane un palmares straordinario.
Nel 2004 si trasferisce all’Inter per 3,5 milioni di euro, ma dopo pochi mesi alla figlia Angelina viene diagnosticata una leucemia acuta. Per seguire le cure della piccola decide di tornare in patria insieme alla famiglia, restando lontano dalla squadra per molti mesi. In questo periodo difficile la società non gli fa mancare il suo appoggio: Burdisso racconterà di essersi incontrato, in quei giorni, con il presidente Massimo Moratti, dicendosi disposto a rescindere il contratto pur di stare accanto ad Angelina, il presidente comprese però il dramma del giocatore e gli concesse di partire senza condizioni, mantenendosi in contatto costante con lui.
Superato fortunatamente il momento critico, nell’autunno 2005 Burdisso torna a disposizione dell’Inter. Rientra in campo il 16 ottobre contro il Livorno, e il pubblico di San Siro saluta con un lungo applauso il suo ingresso sul terreno di gioco. Nella stagione 2006-2007 una serie di prestazioni convincenti gli consente di guadagnarsi il posto da titolare, anche approfittando dell’assenza per infortunio di Córdoba.
Il 6 marzo 2007, al termine della gara di Champions League contro il Valencia (conclusasi con l’eliminazione dei nerazzurri), si rende protagonista di una rissa con alcuni avversari, nel corso della quale un pugno di David Navarro gli procura la frattura del setto nasale. L’episodio gli costa però una squalifica di 6 giornate nella competizione.
È stato l’ultimo giocatore dell’Inter a vestire la maglia numero 3, ritirata alla scomparsa di Giacinto Facchetti,  il 4 settembre 2006. Con i nerazzurri ha vinto quattro Scudetti, due Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane.
Il 22 agosto 2009 si trasferisce in prestito alla Roma firmando un contratto con scadenza al 30 giugno 2010: ricevendo un compenso lordo di 3,04 milioni di euro.
Ha esordito subito contro il Genoa, un giorno dopo il transfer, partendo da titolare e disputando un’ottima partita. Nelle gare successive diviene immediatamente un punto fermo della difesa, grazie alla sua grinta, al suo carisma e alla capacità di saper guidare il pacchetto arretrato da vero leader, relegando in panchina un idolo della tifoseria romanista, Philippe Mexes. Diventa uno dei “pallini” del neo tecnico romanista Claudio Ranieri.
Segna il suo primo gol con la maglia giallorossa in Palermo-Roma (3-3 finale) siglando la rete del momentaneo 1-2.
Burdisso ha fatto parte della Nazionale argentina Under-20, con cui ha disputato i Mondiali nel 2001. Con la Nazionale biancoceleste ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Atene 2004. Ha giocato da titolare il Mondiale di Germania 2006, sotto la guida del commissario tecnico José Pekerman.Grazie all'eccellente stagione in maglia giallorossa, viene convocato da Maradona per il mondiale di Sudafrica 2010. Parte inizialmente dalla panchina, ma dopo l'infortunio accorso a Walter Samuel, nella seconda giornata del torneo, diviene titolare.

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