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Mirko Vucinic


Mirko Vucinic nasce a Nikšic, in Montenegro, il 1º ottobre 1983. È il capitano della propria nazionale dopo avere militato in quella, unificata, di Serbia e Montenegro fino al 2006.
Cresce calcisticamente nel Sutjeska, formazione della massima serie montenegrina, collezionando 9 presenze e 4 gol.
L’anno successivo si trasferisce in Italia, al Lecce. Gioca nelle giovanili, ma viene spesso aggregato alla prima squadra con la quale a 17 anni totalizza 2 presenze e nessun gol in Serie A nella stagione 2000-2001. Nel campionato 2001-2002, terminato con la retrocessione dei giallorossi in Serie B, Vucinic gioca 6 gare senza segnare. Nel 2002-2003, nonostante sia la riserva di Javier Ernesto Chevantón, contribuisce alla promozione dei salentini in Serie A con 5 gol in 28 partite, mettendosi in luce soprattutto nella parte finale del campionato, quando deve sostituire nelle ultime partite l’attaccante uruguaiano. Nella stagione 2003-2004 colleziona 12 presenze ed un gol in campionato ed è costretto all’inattività da un grave infortunio ai legamenti, che lo tiene ai margini dei campi di gioco sino agli inizi della stagione successiva.
È nella stagione 2004-2005 che si afferma definitivamente, dopo la partenza a gennaio di Valeri Bojinov, passato alla Fiorentina, e dopo la guarigione dall’infortunio al ginocchio. Grazie anche al gioco offensivo dell’allenatore Zdenek Zeman, Vucinic segna 19 gol in 28 partite (miglior marcatore straniero del torneo), eguagliando il record di gol in Serie A in una sola stagione per un giocatore del Lecce, stabilito da Chevantón nel 2003-2004. I gol di pregevole fattura e le ottime prestazioni (come quella suggellata da un gol nell’ultima giornata contro il Parma) fanno innalzare considerevolmente il suo valore di mercato e suscitano l’interesse di molti club. Malgrado numerose voci di calciomercato, alla fine Vucinic resta a Lecce per l’annata successiva.
Nella stagione 2005-2006, complice il rendimento negativo della sua squadra e l’epatite (che gli fa saltare gran parte della preparazione pre-campionato), non inizia bene, ma il bilancio finale è di 8 gol, di cui 3 su rigore, in 34 partite. Le sue reti fruttano alla squadra 13 punti, ma non bastano ad evitare la retrocessione in Serie B. Proprio alla trentacinquesima giornata, quella in cui il Lecce è condannato dall’aritmetica alla retrocessione in serie cadetta, Vucinic eguaglia Pedro Pablo Pasculli a quota 29 gol con la maglia del Lecce in Serie A, a una sola marcatura dal record di Chevantón.
Il 30 agosto 2006 viene ufficializzata la sua cessione in prestito alla Roma, squadra che riscatterà la metà del suo cartellino l’anno dopo e dove tuttora milita. Dopo una lunga serie di problemi fisici, decide di farsi operare al menisco e, rientrato in campo, segna il primo gol in maglia romanista il 28 gennaio 2007 in Roma-Siena 1-0. Il 4 aprile segna il primo gol in Champions League, marcatura decisiva poichè consente alla Roma di battere per 2-1 in casa il Manchester United nei quarti di finale di andata. Non è una stagione fortunata per il montenegrino, giocando pochi match e alternando prestazioni ottime a momenti di evidente calo.
Dopo un’adeguata preparazione fisica estiva gioca da titolare le prime partite ufficiali della stagione 2007-2008 vincendo la Supercoppa italiana contro l’Inter e andando a segno contro lo Sporting Lisbona e la Dinamo Kiev in Champions League e contro il Milan e la Lazio, nel derby, in campionato.
Il 27 novembre 2007 segna la sua prima doppietta con la maglia giallorossa e allo stesso tempo la sua prima doppietta in Champions League, in Ucraina ai danni della Dinamo Kiev nella partita vinta dalla Roma per 4-1. Il 5 marzo 2008, negli ottavi di finale di Champions League, segna il gol che fissa il risultato sull’1-2 condannando il Real Madrid all’eliminazione e portando la squadra giallorossa ai quarti di finale della massima competizione europea.
Anche in campionato risulta importante nei successi della squadra: a fine torneo conta all’attivo 9 gol, segnati alternandosi nei ruoli di ala sinistra offensiva (sorpassando il brasiliano Mancini, già dato in partenza, nelle gerarchie della squadra) e di centravanti, come sostituto del capitano Francesco Totti infortunato. Gioca dal primo minuto nella formazione che sconfigge in finale di Coppa Italia l’Inter 2-1, aggiudicandosi il trofeo.
Il 20 giugno 2008 la squadra capitolina annuncia ufficialmente il completo riscatto del giocatore montenegrino per 12 milioni di euro: sommati ai 7,5 già versati la precedente estate per la prima metà del suo cartellino, si arriva ad una cifra totale vicina ai 19,5 milioni di euro.
Il 4 novembre 2008 segna due gol all’Olimpico contro il Chelsea regalando alla Roma uno storico successo per 3-1. Il 1 giugno 2009 la società annuncia il prolungamento del contratto del giocatore fino al 30 giugno 2013. Con l’avvento di Claudio Ranieri diventa titolare inamovibile, prima da seconda punta poi da esterno sinistro, lo stesso tecnico testaccino lo definisce “uno dei più grandi talenti del calcio europeo”. Memorabile il gol siglato a San Sito contro l’Inter, di testa, da fuori area. Nel girone di ritorno risulta decisivo con le reti a Fiorentina, Catania e Napoli. Il 20 marzo 2010 sigla la sua prima tripletta con la maglia della Roma (la seconda in Serie A) nella gara contro l'Udinese. Fa letteralmente impazzire i tifosi giallorossi con una straordinaria doppietta in rimonta (un gol su rigore, l'altro su punizione) nel derby contro la Lazio (a quattro giornate dalla fine, con la Roma in testa al campionato) il 18 aprile 2010 terminato 2 a 1. A fine stagione sono 14 le reti siglate in Serie A, a dimostrazione del salto di qualità avvenuto nel corso dell'anno. Nel maggio 2006 è, insieme a Dragoslav Jevric, uno dei due montenegrini convocati della Serbia e Montenegro per i Mondiali di Germania, ma è costretto a saltare il torneo per via di un infortunio. Dopo l’indipendenza del Montenegro e la nascita della Nazionale di calcio montenegrina Vucinic sceglie di farne parte e ne diviene il capitano. Il 24 marzo 2007, in occasione della prima partita del Montenegro (amichevole contro l’Ungheria) realizza su calcio di rigore il primo gol nella storia della sua Nazionale. Il 15 ottobre 2008, nell’incontro di qualificazione ai Mondiali 2010 disputato allo stadio Via del Mare di Lecce, segna un gol contro la Nazionale italiana, ma il Montenegro viene battuto per 2-1.

Il derby di ritorno
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