Il 2013 di Marchetti tra record e dolori

Il 2013 di Marchetti tra record e dolori
ROMA – Anno di disgrazia 2013, anno buio più che solare. La Coppa Italia vinta, d'accordo. Ma poi? Sconfitte, delusioni, trasfigurazioni. S'è perso anche Marchetti, i miracoli non gli sono più riusciti. Ha chiuso con un record, ha giocato 37 partite di campionato su 37 (il conto è circoscritto al 2013), nessuno è sceso in campo quanto lui.
 
IL PRIMATO - E' stato il più presente in serie A, la Lazio l'ha impiegato per un totale di 3.330 minuti di gioco. Trentasette presenze e cinquanta gol subiti, il passivo è pesante. Marchetti s'è visto preso a pallate ed è scivolato su qualche buccia di banana, ha chiuso l'anno a Verona con una paperissima. E' arrivato Reja in soccorso, con lui Marchetti fu super, diventò il portiere che portava punti, almeno dieci a campionato. Federico ha perso tranquillità e sicurezza nell'anno del Mondiale, non ha il colpo d'occhio dei bei tempi, soffre per questo. La maglia azzurra si sta allontanando, la maglia di superman l'ha svestita. Il 2014 sia un anno di rinascita per Marchetti, non si può fare a meno di lui. La Lazio l'ha blindato, a gennaio non lo farà partire (così assicurano i dirigenti), a giugno se ne riparlerà, è presto per capire. Marchetti torni Marchetti, vederlo in bambola è uno choc. Federico era il portiere volante, balzava da palo a palo, blindava la porta, era un felino, scattava a molla, toglieva i palloni dagli incroci. Marchetti e tanti big sono in crisi d'identità, toccherà a Reja scuoterli, ha già in mente di farlo, è uno dei primi punti del suo piano operativo, non può essere altrimenti.
 
I DATI - Edy darà una scossa all'ambiente, è necessaria. Ha messo piede a Formello due giorni fa, s'è guardato attorno, ha preso appunti, ha raccolto i primi cocci di questa Lazio in crisi. C'è molto da fare, sono i casi che Reja conosce bene, ne ha affrontati e risolti tanti in carriera. Leggere i numeri partoriti dal 2013 equivale a compiere un viaggio fra i detriti di un progetto. La Coppa Italia in bella mostra, certo. Un buon cammino in Europa, ma le delusioni cocenti vissute in campionato hanno rovinato tutto. Reja ripartirà debuttando in A, il suo predecessore nel 2013 se l'è vista brutta: sedici sconfitte in trentasette partite, solo dodici vittorie, nove i pareggi, cinquanta gol subiti, quarantasette fatti, 45 punti su 111 a disposizione. E' andata male, malissimo. La Lazio ha vinto solo una volta in trasferta, la data l'abbiamo imparata a memoria (8 maggio 2013, Inter-Lazio 1-3). Sono pochi gli spunti d'interesse: i biancocelesti, in dodici mesi, hanno sfruttato tutti i cambi (111 su 111), solo altre tre squadre l'hanno fatto (Genoa, Atalanta e Chievo). La sfortuna ha girato le spalle, è vero, ma ha favorito alcune traiettorie (4 autoreti a favore). C'è poco o nulla da ricordare e da raccontare, la magra è avvilente. Il 2012 si chiuse con il successo di Genova contro la Sampdoria, con una classifica da sogno (Lazio seconda dietro la Juve). Il 2013, dopo un inizio felice, ha segnato la discesa, il calo, ha regalato la gioia del 26 maggio, non ha più offerto nulla. Le premesse non furono confermate, si entrò in un tunnel senza uscita. Benvenuto, 2014.
 
Fonte: Corriere dello Sport
 
Redazione EP
 
 

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