Due papi a Formello

Due papi a Formello
Petkovic tratta la buonuscita per l'addio. Reja abbraccia i tifosi e aspetta il via libera. 
 
Possibile avere due allenatori ma ritrovarsi in panchina il tecnico della Primavera? Possibile, ma solo per la Lazio. A due giorni dalla ripresa del campionato, ma soprattutto 13 giorni dopo l'ultima partita giocata – l'ottava sconfitta stagionale (Supercoppa inclusa) rimediata sul campo del Verona – il club biancoceleste non ha ancora risolto il nodo allenatore.
Da una parte c'è Vladimir Petkovic, sostanzialmente esonerato ma formalmente (vale a dire per la Federcalcio e la Lega di serie A) ancora alla guida della Lazio; dall'altra Edy Reja, richiamato da ormai una settimana per risollevare le malandate sorti biancocelesti e accolto ieri a Formello dai tifosi (oltre 4 mila persone per assistere al test contro il Grifone Monteverde), ma ancora senza la certezza di poter sedere sulla panchina dello stadio Olimpico lunedì pomeriggio per la sfida contro l'Inter, guarda caso l'ultima avversaria del tecnico goriziano nella passata esperienza romana.
Sembra incredibile, ma è tutto vero. Perché, come ormai è noto, per tesserare Reja la Lazio deve esonerare Petkovic. E per esonerare Petkovic il presidente Lotito deve sborsare circa 600mila euro (il compenso lordo ancora da versare al bosniaco, il cui contratto scade il 30 giugno 2014) più i 300mila euro dovuti ai collaboratori (il vice allenatore Antonio Manicone e il preparatore atletico Paolo Rongoni). In totale fanno 900mila euro, somma che il numero uno biancoceleste preferirebbe trattenere nelle proprie tasche, anche perché è convinto della «slealtà» del tecnico bosniaco, reo (presunto) di aver preso contatto e poi firmato un accordo (con decorrenza primo luglio 2014) con la federazione svizzera senza avvertire la Lazio.
Per questo Lotito ha sospeso Petkovic con una lettera di contestazione formale, alla quale due giorni fa il tecnico ha risposto punto su punto. Il risultato? Un confronto imprevisto, deciso giovedì sera e andato in scena ieri pomeriggio a Villa San Sebastiano, residenza capitolina del presidente biancoceleste. Presenti all'incontro – durato oltre tre ore – Petkovic con l'avvocato Paco D'Onofrio, Manicone, Rongoni, il legale della Lazio Gian Michele Gentile e il consigliere Marco Moschini, mentre Lotito è rimasto a Cortina. Sedute attorno a un tavolo, le due parti hanno cercato invano un accordo per la risoluzione consensuale del contratto. Troppo profonda la distanza tra l'offerta della Lazio (150 mila euro netti al tecnico, 50 mila ai collaboratori) e la domanda: Petkovic ha chiesto 250 mila euro (contro i 300 che gli spetterebbero), i suoi collaboratori 100 mila.
Fumata grigia e trattativa rinviata a questa mattina. Un segnale importante, entrambe le parti non hanno chiuso la porta all'eventuale accordo. Ma per la Lazio i tempi sono stretti, il settore tecnico della Federcalcio aspetta fino a oggi pomeriggio, dunque la società biancoceleste deve risolvere la situazione se vuole tesserare Reja e presentarlo in panchina lunedì pomeriggio. Dunque con Petkovic sarà risoluzione consensuale oppure esonero, con successiva causa davanti al giudice del lavoro per valutare la fondatezza o meno della «giusta causa» invocata dalla Lazio. La terza via – un ulteriore rinvio con relativo «congelamento» del nuovo tecnico Reja e contestuale presenza del vice allenatore in pectore Bollini in panchina contro l'Inter (possibile grazie alla deroga della Federcalcio) – rappresenterebbe l'ennesimo, incredibile autogol per la Lazio.
Come spiegare infatti ai tifosi, accorsi in massa al centro sportivo di Formello per una semplice amichevole (per la cronaca vinta 10-1 dalla Lazio), l'eventuale assenza del nuovo tecnico Reja, ieri accolto dagli applausi, nel match contro l'Inter? Il pubblico biancoceleste, deluso dal primo tempo della squadra, non ha risparmiato fischi ai giocatori, ma il numero degli spettatori presenti e le richieste di foto e autografi ai calciatori – reduci da una prima parte di stagione tutt'altro che incoraggiante con appena cinque vittorie in diciassette partite di campionato e un decimo posto deludente per chi solo quattro mesi fa sbandierava ambizioni da Champions – dimostrano la vicinanza dei tifosi alla Lazio. La società non può più temporeggiare: la questione Petkovic va chiarita subito, anche perché il mercato è già aperto.
 
Fonte: Il Tempo
 
Redazione - Emanuele Porcacchia
 
 

Comment Via Facebook



You must enter your Facebook application ID to display XFBML content.