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Alessandro Cochi a 'BUONGIORNO CAPITANO'

Alessandro Cochi, ex delegato dello Sport del Comune di Roma nella giunta Alemanno, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione Buongiorno Capitano. “Penso di essere un tifoso romantico: se un giocatore romano e tifoso laziale va via, a me dispiace molto, anche se non parliamo di un top player”, ha detto rispetto alla cessione di Cataldi al Genoa, aggiungendo: “Ora mi aspetto un rinforzo, anche se nei mercati di riparazione non siamo abituati a grandi cose, spero che il club mi smentisca perché restando così potremmo smettere di sognare nonostante il grande lavoro di Inzaghi”. Chi mi ha colpito in stagione? “In primis Milinkovic, poi Immobile per i gol fatti. Non posso dimenticare quanto fatto da Inzaghi al suo esordio su una panchina di A, servirebbero un paio di giocatori importanti che determinino soprattutto nei match contro le altre big”. Cochi ha un timore. “Se davvero Keita andasse via perderemmo un talento importante, superiore a Cataldi, e ci saremmo indeboliti se non lo sostituissimo adeguatamente”. Una punta centrale per aiutare Immobile? “Con tutto il rispetto di Djordjevic credo vada preso un altro atleta. Il nostro tridente titolare è tra i primi tre in serie A. La Champions? Il tifoso deve essere libero di sognare, ma la vedo difficile anche per quanto abbiamo sofferto contro le big nel girone d'andata. Ovviamente la speranza resta sempre, anche se Juve, Napoli e, purtroppo Roma, hanno organici superiori”. I pensieri su Flaminio e stadio A.S. Roma. “Anche da delegato ho spinto per avere il Flaminio nel patrimonio Lazio, le intenzioni del club sono altre. A Torino oltre ai due stadi stanno rifacendo il Filadelfia; a Roma e in Regione non c'è questa volontà. L'impianto di Tor di Valle? “Giusto che si faccia, anche con qualche operazione commerciale, ma in primis vanno fatte le opere pubbliche per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Magari Lotito, se la Roma otterrà il via libera definitivo, si affaccerà per fare lo stadio della Lazio, certo che si sono persi un po' di anni. Bando pubblico per gli impianti? Quando si parla di bando del Comune di Roma s'intende dire che l'Amministrazione è pronta a dare in concessione a un privato la gestione dello stadio, in questo caso il Flaminio. Era l'operazione che proponevo già ai tempi. Certo, se poi il bando va deserto, la vecchia disciplina in materia di appalti pubblici permetteva anche un'assegnazione diretta, ora ho qualche dubbio che sia possibile”.

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