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I "saggi" del Coni cambiano il Codice di Giustizia: le novita'
ROMA, 2 febbraio 2012 - È il giorno delle nuove norme etiche e della riforma della giustizia sportiva che saranno valide per tutte le federazioni sportive. La Giunta, prima, il Consiglio nazionale del Coni, subito dopo, stamattina daranno seguito al grido d’allarme lanciato dal presidente Gianni Petrucci: «Ormai nello sport siamo al doping legale».
Riforma della giustizia sportiva. Il Coni gioca d’anticipo. Mentre la giustizia ordinaria discute sulla riforma della giustizia, il Coni nomina una commissione di studio di sette esperti di alto profilo e vara le nuove linee guida che, dopo l’approvazione da parte del ministero allo sport delle modifiche allo statuto Cini, saranno inserite negli statuti federali attraverso il lavoro di un commissario ad acta (Giulio Napolitano) già nominato dal Consiglio nazionale.
Processo breve. La principale riforma riguarda i tempi di giudizio sportivo. Il procedimento non potrà (salvo casi eccezionali) durare più di quindici giorni e i gradi di giudizio passano da tre a due L’impugnazione di un giudizio potrà avvenire non oltre i dieci giorni per le società e i trenta per i singoli tesserati. Infine l’appello alla sentenza di primo grado sportivo potrà essere presentato o presso l’organo di appello federale o direttamente all’Alta Corte di giustizia sportiva (o al Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport masolo per questioni che riguardano danni materiali).
Tempi rapidi. La Procura federale lavori in fretta. L’inchiesta deve durare al massimo novanta giorni e non può comunque essere attivata oltre l’anno dai fatti. Ma questo non è in contrasto con quanto già fatto dalla Federcalcio per l’illecito sportivo, infatti per i casi segnalati dall’autorità giudiziaria ordinaria non ci sono questi limiti. Insomma nel caso di un futuro calcioscommesse (le nuove norme si applicano soltanto per i prossimi procedimenti) la prescrizione resta quella attuale, anche se Palazzi dovrà lavorare in tutta fretta. Per lui restano i novanta giorni per svolgere le indagini.
Norma calciopoli. La vicenda calciopoli ha sicuramente dato una spinta alla riforma. Rispondendo anche alle richieste della Juventus sull’esposto per lo scudetto 2006, i sette saggi hanno voluto fare chiarezza anche sulla competenza: d’ora in poi il Consiglio federale sarà «competente» a deliberare sull’assegnazione o sulla revoca di un titolo sportivo. E lo dovrà fare anche a seguito di una decisione degli organi di giustizia sportiva. Insomma d’ora in avanti nessun consiglio federale potrà dirsi «non competente» a decidere sulla revoca di uno scudetto. E se arriveranno cause risarcitorie? Nessun problema, le federazioni dovranno stipulare delle assicurazioni per poter sostenere le spese di eventuali cause risarcitorie. Ma si punta a una clausola compromissoria che stabilisca come solo il Tnas possa stabilire l’eventuale risarcimento. La federazione, a inizio di ogni stagione, dovrà comunque stabilire quanto ogni singola società dovrà versare per l’assicurazione.
Revisioni. Anche il capitolo che riguarda la revisione di un processo sportivo ha subito l’influenza di calciopoli. Innanzitutto la revisione può essere chiesto solo quando emergano fatti nuovi «decisivi» o se questi sono accertati dalla giustizia ordinaria in procedimento, comunque la revisione non può essere chiesta oltre i 30 giorni dalla scoperta dei fatti nuovi o dalla pubblicazione della sentenza della giustizia ordinaria. La revisione riguarda solo i tesserati e non le società, ma queste potranno «in caso di provvedimento illegittimo» contare sempre nell’intervento del Consiglio federale. E in questo capitolo va inserita anche la norma che stabilisce che una sentenza non sia annullabile se nel suo testo ci sono errori puramente «formali». Era il caso delle motivazione della sentenza su Doni nella quale era richiamato un interrogatorio che non era mai avvenuto.
Etica. Norma sull’onorabilità (immediatamente esecutiva con l’obbligatorio recepimento al primo Consiglio federale utile) che prevede l’ineleggibilità (e la decadenza) di quei consiglieri federali condannati anche solo in primo grado per reati con ripercussioni sportive (frode, illecito, concussione, fallimenti). Riguardano sicuramente Lotito, Morzenti e Preziosi, ma è probabile che anche componenti del Consiglio Nazionale del Coni possano a breve incappare in condanne di primo grado. Nulla da fare. La norma sarà anche retroattiva perché si tratta di etica e non si tratta di ulteriori sanzioni sportive. Una norma, quest’ultima che ha subito ricevuto il plauso del ministro allo sport Gnudi.
gazzetta dello sport
redazione GLP
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Ultimi commenti
giuliapaol...
03/02/2012
08:41
Buongiorno,
( replica )posso riassumere con poche parole:
Lotito è una persona scomoda
Saluti.
francesco
02/02/2012
19:03
lotito e petrucci ve schifo!!!!
( replica )Lascia un commento