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Gervasoni tira in ballo Mauri
È Stefano Mauri il giocatore della Lazio tirato in ballo da Carlo Gervasoni nelle sue dichiarazioni ai magistrati che l’hanno prima spedito in carcere e ora ammesso agli arresti domiciliari. Secondo il pentito del calcio-scommesse fu il serbo Almir Gegic—residente in Svizzera e chiamato «lo zingaro», latitante per la giustizia italiana — a confidargli che il centrocampista era coinvolto nella compravendita delle partite Lazio-Genova e Lecce-Lazio dello scorso maggio, vinte entrambe dai biancocelesti col risultato di 4 a 2. Gervasoni ha aggiunto che, sempre nella versione dello «zingaro» col quale aveva assidui rapporti e contatti telefonici per truccare le partite, il tramite con Mauri era stato l’altro giocatore coinvolto nello scandalo e arrestato la scorsa settimana, Alessandro Zamperini. Il quale però, interrogato dal pubblico ministero subito dopo Gervasoni, ha negato di aver coinvolto il laziale, suo amico, nei tentativi di combinazione dei risultati. Ai magistrati Zamperini ha fornito una propria spiegazione sulla sua presenza nell’hotel Hilton Garden di Lecce — lo stesso dove s’è ritrovata la squadra locale alla vigilia della partita — in contemporanea con quella di Hristyan Ilievsky, il macedone che secondo l’accusa fa parte della banda e col quale il giocatore non ha potuto negare la conoscenza. Sostiene che tentò di avvicinare il difensore salentino Stefano Ferrario, che però rifiutò anche solo l’ipotesi di un accordo e nell’incontro con la Lazio non andò nemmeno in panchina. Secondo inquirenti e investigatori Zamperini ha ammesso solo ciò che non poteva smentire, a differenza di Gervasoni dal quale ritengono di aver ottenuto «piena collaborazione». Nel disegno dell’accusa l’ex calciatore cresciuto nelle giovanili della Lazio, poi transitato dalla Roma primavera, emigrato in Inghilterra e rientrato nelle serie minori italiane, è un referente fisso della banda del calcio-scommesse, in attività fino al momento dell’arresto.
Le altre indagini e le accuse a Ventola. Certo però non può bastare una dichiarazione del pentito Gervasoni — peraltro su fatti riferitigli da Gegic e contraddetti da Zamperini, seppure non ritenuto del tutto credibile — a stabilire la responsabilità di Mauri, il quale attraverso il suo procuratore ha già proclamato la propria estraneità. L’indagine perciò prosegue, anche in considerazione della presenza dello sloveno Viktor Kondic e del thailandese Thamrog Prachum (entrambi considerati affiliati all’organizzazione internazionale e in contatto col Tan Seet Eng, il singaporiano presunto capo del gruppo) a Formello il giorno stesso di Lazio-Genoa, in prossimità del centro sportivo dov’erano riuniti i giocatori della Lazio. Gli investigatori del Servizio centrale operativo della polizia stanno anche verificando le date dei loro arrivi e partenze da Roma, oltre che l’eventuale presenza nell’albergo dove ha alloggiato il Genoa. Mauri non è l’unico calciatore noto al grande pubblico citato da Gervasoni tra quelli che avrebbero partecipato alla manomissione dei risultati. Un altro è Nicola Ventola, l’attaccante ritiratosi all’inizio del 2011 a causa di un grave infortunio mentre militava in B nel Novara. Prima ha giocato con Bari, Inter, Bologna, Atalanta, Siena, Torino e Crystal Palace. Stando al racconto del difensore-truccatore di partite pentito, proprio nella sua ultima stagione Ventola avrebbe contribuito a combinare il risultato di Chievo-Novara del 30 novembre 2010, valida per la coppa Italia, terminata 3 a 0 per i padroni di casa. Sul suo conto Gervasoni dice di non sapere di più, aggiungendo che altri tre o quattro giocatori del Novara (tra cui l’attaccante Cristian Bertani, ora della Sampdoria) sarebbero stati coinvolti nel tentativo di combinare il risultato della partita con l’Ascoli giocata il 2 aprile scorso nel campionato di B, vinta dai piemontesi per 1 a 0, insieme a due giocatori marchigiani, Micolucci e Gazzola. Un altro calciatore che gioca nella massima divisione chiamato in causa dal pentito è il difensore Cesare Rickler, approdato quest’anno al Bologna dopo aver militato la scorsa stagione in B col Piacenza. Secondo Gervasoni avrebbe partecipato, insieme al portiere Cassano, alla combine di Atalanta-Piacenza 3 a 0, quella confessata anche da Doni. Proprio in relazione a quell’incontro, il quadro dell’intreccio di interessi e persone coinvolte si allarga ulteriormente. Nella ricostruzione fornita al giocatore già squalificato per cinque anni dai campi di gioco, infatti, la proposta di aggiustare quel risultato sarebbe arrivata dai fratelli Michele e Federico Cossato, ex calciatori che hanno giocato nel Chievo e che — sempre secondo Gervasoni — conserverebbero tuttora una forte influenza dei giocatori disposti ad alterare gli esiti degli incontri.
Palermo-Bari missione fallita. Quanto alla terza partita di serie A dello scorso campionato in cui — per quanto ne sa lui — ci doveva essere un risultato concordato, il pentito del calcio-scommesse ha riferito che il tentativo andò a vuoto. Palermo-Bari della terz’ultima giornata doveva finire con una vittoria dei padroni di casa con almeno due gol di scarto. Inopinatamente andò in vantaggio il Bari già retrocesso, poi il Palermo pareggiò alla fine del primo tempo e passò in vantaggio all’inizio del secondo con una difesa barese a dir poco disattenta. A meno di mezz’ora dalla fine un rigore provocato dal portiere franato su un giocatore rosanero offrì a Miccoli l’occasione del 3 a 1, ma l’attaccante si esibì in un maldestro «cucchiaio» finito tra le braccia del portiere rimasto immobile. Nel racconto di Gervasoni fu un errore del tutto casuale, Miccoli non era coinvolto nella combine, a differenza di alcuni giocatori del Bari che però — anche a causa dello sbaglio del capitano del Palermo — non riuscirono nell’intento. Sempre dalla testimonianza del pentito sono arrivati altri elementi a carico di calciatori già indagati nell’inchiesta di Cremona, come il portiere Acerbis, ora in forza al Vicenza, o gli svincolati Kewullay Conteh (ex Grosseto) e Alessandro Pellicori (ex Mantova) per i quali sono stati avviati accertamenti sui rispettivi conti bancari.
Fonte: Corriere della Sera
Redazione EG
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Ultimi commenti
adri51
29/12/2011
22:07
Gennaro sei proprio forte! più leggo il tuo commento più mi sganascio dalle risate!
( replica )tra zingari dalla savana tropicale ai monti Tatra legati tra loro a filo doppio è di una comicità esilarante unica!!!
poi hai ragione sulla lazio che viene sempre massacrata da centoundici anni
gennaro
29/12/2011
18:33
lo zingaro, gli slavi, Singapore, e Zamperini, e Gervasoni e un certo Tan Seet Eng della savana tropicale e poi un certo almir gegic altro zingaro latitante e poi c'è la banda dei monti Tatra collegati tra loro a filo doppio e a corrente alternata.......
( replica )naturalmente Buffon, Cannavaro, Gattuso nomi usciti dalla bocca dei pentiti subito a dire che si sono sbagliati ma quando si tratta della nostra lazio intanto buttano giù fango a titoli cubitali poi si vedrà!!! i laziali sono 111 anni che combattiamo contro tutti e tutti è la nostra forza!!!!
OLIMPIA pensaci tu!!!!!!
giuliano
29/12/2011
17:35
se esiste ua lista di partite truccate e non viene fuori, vuol dire che chi indaga non vale niente ed è pilotato da qualche personaggio oscuro tipo P2 tanto per intenderci.
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