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Farmaco vietato in stanza, canoista espulso dal ritiro azzurro
ROMA - E' Franco Benedini, delle Fiamme Gialle, il canoista espulso dal ritiro degli azzurri in Australia, dopo che nella sua stanza sono state trovate sostanze vietate dal codice antidoping della Wada. L'azzurro, quarto ai Giochi di Pechino, aveva firmato il giuramento con il Coni come tutti gli atleti di interesse olimpico, ma alla luce della vicenda verrà subito estromesso dal club olimpico.
Sospeso e subito rispedito in Italia. E' finito così in anticipo (la squadra tornerà il 17 febbraio) il ritiro, in corso sulla Sunshine Coast australiana, di Franco Benedini, canoista di vertice azzurro (settore kayak velocità) nel cui appartamento il selezionatore della nazionale Josef Capousek ha rinvenuto una sostanza "non consentita dal regolamento della Wada, l'Agenzia mondiale antidoping", come spiega il presidente della Federcanoa, Luciano Buonfiglio.
"Nelle prossime ore la segnalazione raggiungerà la Procura antidoping del Coni" aggiunge il presidente parlando del caso piombato nel corso della preparazione dei velocisti della canoa. La Federazione, contrariamente a quanto avvenuto in altri paesi in situazioni simili, si è mossa con molto rigore e tempestività rimandando subito a casa l'atleta . "La nostra politica, in linea con quella del Coni - sottolinea il presidente - è informata alla massima onestà e trasparenza. D'accordo con la società dell'atleta e con il nostro Comitato olimpico ora saranno fatti i passi necessari". Il ritrovamento della sostanza vietata (resta da dimostrare che vi sia stata anche assunzione), "é avvenuto casualmente" aggiunge Buonfiglio, e non a seguito di una perquisizione mirata: "Se ci fossero stati sospetti, ne sarei stato informato prima".
ansa, redazione GLP
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