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Doping, prime conferme per Riccò: sangue mal conservato


MODENA, 11 Febbraio 2011 - Gli esami clinici fatti su Riccardo Riccò avvalorano la pratica dell'autotrasfusione con sangue non ben conservato. Sarebbero questi, secondo quanto riferisce ieri l'agenzia Ansa, i primi risultati dei test fatti sul ciclista modenese che nei giorni scorsi aveva accusato un malore, poi aveva confessato di aver fatto l'autotrasfusione. La Procura ha disposto accertamenti per verificare se possa aver avuto un aiuto o se, come sostiene, ha fatto tutto da solo. La Procura modenese non ha ancora sentito Riccò. Un interrogatorio sarà fissato quando le condizioni del ciclista, ricoverato all'ospedale di Baggiovara, saranno migliorate.

disperato e tragico — "È un caso estremamente spiacevole". John Fahey, presidente della Wada, non ci va leggero su Riccardo Riccò: "È così disperato, e uso questa parola consapevolmente, da provarci di nuovo e mettersi in una situazione che avrebbe potuto avere un esito terribile per la sua salute. Penso sia tragico che qualcuno abbia fatto qualcosa del genere. Ha rischiato la sua vita... Queste sono le conseguenze per chi prova a imbrogliare". Fahey conferma che la Wada sta pensando di estendere fino a cinque anni le squalifiche per doping anche se "questa battaglia non sarà mai vinta a causa della natura umana".

gazzetta.it, redazione GLP

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