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Daniele De Rossi
Daniele De Rossi nasce a Ostia il 24 luglio 1983, nonostante la giovane età è già una delle bandiere della storia giallorossa, colonna portante del club e della Nazionale italiana, con la quale si è laurato campione del mondo nel 2006.
Centrocampista mediano con qualità difensive, possiede un gran tiro da fuori area e un buono stacco di testa. Fa del temperamento e della carica agonistica le sue doti migliori. È in grado di spezzare il gioco avversario con intelligenza tattica e decisi tackles, facendo ripartire in questo modo la squadra e dimostrando buone capacità di impostazione. È un regista completo, specializzato nel lancio lungo e in grado di dare i tempi alla squadra, tanto da essere considerato uno dei migliori centrocampisti d’Europa nonostante la giovane età. Lo stesso commissario tecnico della Nazionale italiana Marcello Lippi, in seguito ad una grande prova del romano contro la Georgia nelle qualificazioni ai mondiali del 2010, lo elogiò definendolo uno dei migliori al mondo al pari degli inglesi Lampard e Gerrard.
Nasce ad Ostia, tifoso romanista sin dalla culla, Daniele De Rossi inizia a giocare ben presto nel settore giovanile dell’Ostiamare e poi passa alla Roma, della quale il padre Alberto, ex calciatore del Prato, è uno dei responsabili del settore giovanile.
Già convocato in prima squadra nella stagione 2000-2001, nel 2001-2002 Fabio Capello lo fa esordire nella partita di Champions League Roma-Anderlecht (1-1) il 30 ottobre 2001, a 18 anni, facendolo entrare nel secondo tempo al posto di Tomic. Nella sua stagione di esordio viene impiegato anche in 3 gare di Coppa Italia.
Nella stagione 2002-2003, De Rossi inizia a far parte stabilmente della prima squadra, e il 25 gennaio 2003, a 19 anni, esordisce in Serie A in Como-Roma (2-0). Il 10 maggio, allo Stadio Olimpico contro il Torino, disputa la prima partita da titolare e segna il suo primo gol in giallorosso con un fantastico destro da 25 metri che fa esultare uno stupefatto presidente Franco Sensi.
Nella stagione 2003-2004 totalizza 17 presenze in campionato e 6 in Coppa UEFA. Diventa anche titolare in Nazionale Under-21, con la quale a fine stagione vince il titolo europeo.
Nel 2004-2005, a 21 anni diventa titolare inamovibile nella Roma, e ad inizio stagione esordisce in Nazionale maggiore. L’anno seguente, con Spalletti allenatore, De Rossi diventa un leader riconosciuto della squadra, tanto da meritarsi per la prima volta la fascia di capitano, il 15 marzo 2006 nella partita di Coppa UEFA contro il Middlesbrough. Quattro giorni dopo, il 19 marzo, durante la partita Roma-Messina, De Rossi segna un gol di testa sfiorando la palla con la mano. L’arbitro convalida il gol, ma il giocatore con fairplay ammette l’irregolarità e la rete viene annullata.
Nella stagione 2006-2007 ottiene la definitiva affermazione a livello internazionale. Il 17 maggio 2007 vince la sua prima Coppa Italia allo stadio San Siro contro l’Inter.
La sua evoluzione tattica lo ha portato ad indietreggiare il suo raggio d’azione, in modo da diventare uno schermo protettivo davanti alla difesa, in sostanza un terzo difensore centrale nei momenti in cui la squadra è sotto attacco. Questo ha comportato una diminuzione delle sue marcature (2 in campionato, 2 in Champions, 1 in Coppa Italia).
Il 19 agosto 2007 allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, segna al 78', su rigore, la rete che consegna la Supercoppa italiana ai giallorossi: l’Inter campione d’Italia è battuta in casa 1-0.
La stagione 2007-2008, nonostante periodi di lieve calo fisico, lo conferma su ottimi livelli sia in patria che in Europa. Con le forzate assenze per infortunio del capitano Francesco Totti, Daniele diventa il primo rigorista della squadra, segnando penalty con Catania e Genoa, pur fallendo a San Siro contro il Milan con un “cucchiaio” impreciso.
Il 9 aprile 2008, durante i quarti di finale di Champions League di ritorno all’Old Trafford, calcia alto un rigore sullo 0-0. La Roma perderà la gara contro il Manchester United per 1-0 e non si qualificherà alla semifinale. In questa occasione De Rossi disse: “Questo è l’episodio più brutto della mia carriera”.
Il 24 maggio 2008 vince la sua seconda Coppa Italia allo stadio Olimpico ancora contro l’Inter. Il 30 giugno prolunga il suo contratto con la società fino al 2012. Segna il suo primo gol in un derby l’11 aprile 2009 in un Lazio-Roma terminato 4-2.
Il 13 settembre 2009, durante un Siena-Roma terminato 1-2 i sostenitori senesi intonano cori offensivi nei suo confronti, prendendosi gioco anche del suocero, Massimo Pisnoli, ucciso l’anno precedente. Il giocatore sfogherà la frustrazione nei confronti dei tifosi toscani piangendo al fischio finale.
Il centrocampista di Ostia non è fortunato, nel giro di una settimana viene ricoverato per due volte al Policlino Gemelli. La prima per la frattura scomposta dello zigomo provocata da una gomitata di Vieira durante Inter-Roma e dopo pochi giorni, la seconda, per una dolorosissima colica renale, con la difficile espulsione dei calcoli. De Rossi perde 7 kili in 6 giorni, ma riesce a tornare presto in campo. Per un mese gioca con una maschera protettiva in carbonio. Ranieri, nel corso della stagione, cambia posizione al calciatore, abituato con Spalletti a giocare a protezione della difesa, portandolo più avanti nello scacchiere tattico. Riesce a segnare 7 gol in campionato, di cui uno all'Inter nel big match dell'Olimpico, che lancia i giallorossi nella volata scudetto, interrotta il 25 aprile, con la sconfitta in casa contro la Sampdoria.
De Rossi ha collezionato diverse presenze nella Nazionale Under-21, con la quale ha vinto da titolare gli Europei Under-21 del 2004. Lo stesso anno ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene con la Nazionale Olimpica.,
Il 4 settembre 2004, a soli 21 anni, esordisce in Nazionale nella partita Italia-Norvegia (2-1), disputata a Palermo e valevole per le qualificazioni al Mondiale 2006. Al suo esordio realizza anche il suo primo gol in Nazionale. Il ct Marcello Lippi lo impiega da subito con continuità.
Il 30 marzo 2005, indossa per la prima volta la fascia di capitano della Nazionale nel 2º tempo della partita amichevole Italia-Islanda (0-0), giocata a Padova.
Nel maggio del 2006 De Rossi viene convocato per i mondiali di Germania, dove parte da titolare, ma durante la partita Italia-Stati Uniti del 17 giugno viene espulso, al 26' minuto del primo tempo, per aver inferto una gomitata durante un contrasto aereo al giocatore Brian McBride, ferendolo al volto. Un gesto scorretto che gli è costato 4 giornate di squalifica. Dopo la partita, De Rossi si è scusato con McBride negli spogliatoi, con i tifosi in televisione e ufficialmente con la FIFA scrivendo una lettera.
Terminata la squalifica, De Rossi torna a disposizione del commissario tecnico per la finale del 9 luglio 2006, dove subentra nella ripresa al posto di Francesco Totti e si laurea campione del mondo, realizzando con freddezza tra l’altro il terzo rigore contro la Francia. De Rossi insieme a Perrotta e Totti è uno dei tre romanisti che hanno vinto il Mondiale.
Dopo il Mondiale, con Roberto Donadoni come allenatore, De Rossi indossa la fascia di capitano dal 1º minuto nella partita amichevole Italia-Sud Africa (2-0) del 17 ottobre 2007. Inoltre, dopo il ritiro di Totti, indossa la maglia numero 10 per due anni, fino alla conclusione degli Europei.
De Rossi è titolare durante tutto il periodo delle qualificazioni che precede l’Europeo, e quindi a sorpresa non viene schierato nel primo incontro di Euro 2008 (Italia-Olanda 0-3), conquista un posto da titolare nei due successivi incontri che porteranno l’Italia ai quarti di finale: nel secondo, vinto per 2-0 sulla Francia, sigla il secondo gol su punizione, complice una decisiva deviazione di Thierry Henry e viene nominato man of the match dall’UEFA.
Nei quarti di finale contro la Spagna non trasforma il secondo dei calci di rigore maturati dopo i supplementari; errore che, sommato al successivo di Antonio Di Natale, determina l’eliminazione dell’Italia dagli Europei.
Il 10 settembre 2008, ha messo a segno la sua prima doppietta con la maglia azzurra contro la Georgia, in una partita valida per le qualificazioni ai Mondiali 2010, dedicando i gol al suocero, ucciso poche settimane prima.
Viene poi convocato per la FIFA Confederations Cup 2009, dove ritrova ancora la maglia numero 10, nella prima partita della competizione sigla il momentaneo 2-1 contro gli ostici USA. Nel 2010 fa parte, da titolare inamovibile, della spedizione azzurra per gli sfortunati mondiali sudafricani. Al termine del torneo risulta l'unico italiano ad aver prodotto qualcosa di buono, come il gol del pareggio nel primo match contro il Paraguay (raggiungendo Totti nel numero di marcature in nazionale) e procurandosi il rigore, poi segnato da Iaquinta, nella partita contro la Nuova Zelanda. Nell'ultimo incontro, con la Slovacchia, perde un facile pallone nella sua metà campo permettendo a Vittek di portare in vantaggio la sua squadra.
Onorificenze
-Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
12 dicembre 2006. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.
-Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana
27 settembre 2004. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.
Curiosità
- È sempre stato stimato e voluto da Manchester United, Manchester City, Real Madrid e Inter: ciononostante ha sempre ribadito di voler restare sempre in giallorosso.
- Ha esordito nella Roma con la maglia numero 27 indossata per due stagioni, poi ha scelto la numero 4, che ha usato anche ai Mondiali di Germania 2006, ed infine la numero 16 (giorno in cui è nata la figlia Gaia). – Dall’incontro Italia-Ucraina, disputato allo Stadio Olimpico di Roma nel settembre 2006, fino agli Europei del 2008, indossa in Nazionale la prestigiosa maglia numero 10, in precedenza indossata da Francesco Totti.
- Il 18 maggio 2006 si è sposato con Tamara Pisnoli, dalla quale ha avuto una figlia, Gaia, nata il 16 luglio 2005.
- Il 29 dicembre 2006 è stato proclamato da un sondaggio di Men’s Health, atleta azzurro protagonista del 2007.
- È soprannominato, dai tifosi giallorossi prima e dalla stampa dopo, “Capitan Futuro”, alludendo alle reali possibilità di susseguire all’attuale capitano Francesco Totti.
- Celebri sono le sue esultanze, semplici ma di cuore, urli liberatori in cui si gonfia la sua celebre “vena”.
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