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Candreva: "Mai detto di essere romanista, onorero' maglia Lazio"


"E' dura, quando si sceglie una situazione del genere andando contro una tifoseria, si sa sa quello a cui si va in contro". Liverani dixit, con molti anni romani sulle spalle. L'acquisto last minute, e low cost, di questo mercato di gennaio trova oggi le luci della ribalta, nella conferenza che deve presentarlo ai laziali, per la seconda volta, quella ufficiale. Seconda volta per due ordini di motivi: perchè la prima volta é stata rimandata per neve, ed anche perchè la prima presentazione ufficiosa dell'ex azzurro gli archivi l'hanno giá fornita, ed é per i tifosi laziali dura da mandar giù. Romanista, da sempre, e come biglietto da visita è bastato perché tra le mura amiche dell'Olimpico partissero le prime bordate di fischi. Ma non di sola fede vive il tifoso, ma di giocate, di prestazioni all'altezza, di gol e tecnica. L'emergenza-centrocampo drammatica, emorragica che vive Reja ad ogni modo lo rende elemento vitale, ed il suo inserimento é stato immediato, repentino: nessun periodo d'adattamento, nessuna distanza temporale tra l'acquisto, falliti altri ben più seducenti, e roboanti, e l'esordio. Il campo chiama, e forse quel che conta veramente é la risposta: "Penso che i laziali valutino poi alla fine molto l'uomo e il rendimento, hai solo questa possibilità". Ancora Liverani, ad incoraggiare, a levare gli scudi per proteggere il nuovo acquisto. Solo una possibilità, dimostrare il proprio valore, il prima possibile.

Il primo a parlare in conferenza è stato il ds Tare, che ha sottolineato quanto l'approdo alla Lazio possa essere crocevia fondamentale per Candreva: "Per un giocatore giovane a volte le piazze giuste ti possono cambiare carriera per una serie di motivi. Io sarei molto contento se dovesse vincere la scommessa e spero che in questi momenti di difficoltà prenda un peso importante all'interno della squadra. Ha tutte le carte per conquistare non solo la Lazio ma anche i tifosi della Lazio".

Due anni fa Antonio vestiva la maglia azzurra, ma le sue prime parole in conferenza stampa, nella sua conferenza stampa, sono di ringraziamento per chi l'ha portato alla Lazio: "Volevo innanzitutto ringraziare il ds Tare delle belle parole, spero di ricambiarle sul campo: ho tantissima voglia di dimostrare di poter stare qui in un grandissimo club, la Lazio. Non so cosa mi sia successo dalla Juve a Parma, esperienza positiva anche lì. Tante componenti negative, anche girare spesso in prestito non aiuta ad esprimersi al meglio. Ci vuole del tempo per trovare equilibri in una squadra, anche per far conoscere le mie caratteristiche. La Nazionale è un obiettivo di tutti spero di tornarci il prima possibile grazie alla Lazio”.

Il giocatore ha poi toccato il nodo gordiano, la questione principe che ha tenuto banco fino ad ora, la sua fede giallorossa. E le sue sono parole di smentita, anche a sorpresa: "Sono contento della scelta perchè non ho niente da nascondere. Ho detto che avrei parlato in conferenza dopo la partita col Milan. Per quanto riguarda la Roma, ero a Livorno e forse giocavo contro la Roma, mi è stata posta la domanda su Totti o De Rossi, e ho risposto che sono due grandissimi calciatori, ma magari se mi si poneva la domanda su un’altra squadra avrei risposto allo stesso modo. Non sono tifoso della Roma, a 14 anni sono andato via da casa. Non pensavo di diventare un giocatore, non ho mai detto di essere tifoso della Roma e non ho mai detto di essere andato in curva della Roma. Io penso solo a giocare e ad onorare la maglia della Lazio dal primo all’ultimo momento per far ricredere a tutti su di me".

Superato lo scoglio maggiore, si è espresso sul suo ruolo. Reja l'aveva battezzato, nella precedente conferenza stampa: "Ha mezzi tecnici importanti. Potrebbe fare tutti e tre i ruoli, Gonzalez, Hernanes e Lulic". E non viene smentito dal calciatore: "Io faccio tutti i ruoli del centrocampo, dietro le punte mi esprimo meglio. Ho fatto l’esterno di centrocampo a destra e sinistra, ho fatto la mezz’ala. Spero di poter dare tutto, ovunque sarò impiegato dal mister".

La Lazio affronterà domani il suo Cesena, ma Candreva non può dare particolari suggerimenti utili a Reja, mentre sa chi deve ringraziare, anche per quell'esperienza: "Ringazio la gente e il presidente Campedelli che mi ha voluto bene e da venerdì, dopo aver giocato con noi, può pensare alla salvezza, sarà una partita difficile perché loro tendono a difendersi per ripartire in contropiede. Non so come giocheranno, sento qualcuno a Cesena, ma non domando di queste cose qua".

Si è soffermato, ora che conosce i suoi nuovi compagni, sui possibili obiettivi della squadra biancoceleste: "Siamo sempre stati una grande squadra, sia in Italia che a livello internazionale. Non ci poniamo limiti e noi puntiamo più in alto possibile. Noi guardiamo partita dopo partita, abbiamo una competizione importante come l’Europa League. La Lazio può puntar alla Champions perché è una grandissima squadra”. La domanda che rimbalza più spesso dalle parti del nuovo centrocampista riguarda proprio i motivi della sua mancata esplosione, di cosa ne possa aver intaccato il rendimento: "Io penso che bisogna migliorare sempre, a qualsiasi età. Spero di migliorarmi e di rimanere qui più a lungo possibile. La continuità l’ho trovata ovunque ho giocato, non è quello il problema, la Lazio è piena di campioni: sta a me farmi trovare pronto quando verrò chiamato in causa". Non di sola fede vive il tifoso, ma di campo, ed il campo chiama: sta solo a Candreva la risposta, con l'augurio che sia persuasiva.

 

Fonte: lalaziosiamonoi.it

Redazione EG

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Ultimi commenti

  1. Aurelio Lo...
    08/02/2012
    18:10

    Ancora con questo "provincialismo"?
    Milan ed Inter NON ci hanno insegnato nulla?
    Sia giudicato per quello che fa sul campo!!Se romanista, se tifoso di Totti o di chi gli pare E' UN SUO PROBLEMA:NON può essere il nostro.
    Se poi le sue prestazioni fossero da "peracottaro", allora....

    ( replica )

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