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Atletico M., Simeone: "Vogliamo arrivare più in alto possibile"
«È un momento meraviglioso. Il mio obiettivo è sempre stato quello di tornare all’Atletico come allenatore e ora sono qua. Ci metterò tutto il mio entusiasmo e la voglia di lavorare che sempre mi ha contraddistinto. La responsabilità è enorme, ma non mi spaventa. Mi
esalta». È un fiume in piena Diego Pablo Simeone, pochi istanti dopo aver firmato il contratto che lo legherà all’Atletico Madrid fino al 30 giugno del 2013. Questo matrimonio s’aveva da fare, ma l’abito da cerimonia, da promesso sposo, contrasta incredibilmente con l’immutato volto da guerriero, rimasto ben impresso negli occhi e nei cuori degli aficionados colchoneros e, soprattutto, con le parole arrembanti del Cholo: «Vogliamo arrivare più in alto possibile e recuperare un po’ di tutto quello che ci ha sempre caratterizzato».
CARTA D’IDENTITÀ – «Voglio una squadra aggressiva, fisica, agguerrita, basata sul contropiede e la velocità. Le caratteristiche che hanno sempre fatto innamorare i nostri tifosi. Cercheremo di tornare alle radici della nostra storia». Un discorso che ha fatto quasi commuovere gli ospiti della Sala Vip del Vicente Calderón, a partire dal presidente Enrique Cerezo e dal direttore sportivo Caminero, catapultati indietro di quindici anni, nel giro di poche frasi, a quell’epoca che vide Simeone e i gagliardi compagni conquistare l’irripetibile doblete Liga-Coppa del Re. Ma è lo stesso Cholo a cacciare le seduzioni del passato, per invitare tutti a centrarsi unicamente nel presente: «Ho vissuto una splendida tappa della mia carriera qui, ma ora ritorno come allenatore, in un’altra situazione e con tutt’altre responsabilità. Mi piace affrontare sempre nuove sfide e questa è grande».
LAZIO ALL’ORIZZONTE – La dichiarazione d’intenti dell’ex di Pisa, Lazio e Inter, cancella in pochi istanti il lavoro del predecessore Gregorio Manzano, che aveva provato a trasmettere alla squadra una nuova filosofia, puntando sul calcio fatto di tocchi ravvicinati e possesso palla che ora va per la maggiore in Spagna. Un progetto, che alla prova dei fatti è naufragato con la prematura eliminazione dalla Coppa nazionale per mano del modesto Albacete e con l’attuale, deludente decimo posto in classifica. Dalla gestione precedente, però, rimane in eredità, la qualificazione ai sedicesimi di Europa League, che vedrà i madrileni impegnati contro la Lazio. Ma Simeone preferisce non pensare ancora alla rimpatriata all’Olimpico del prossimo 16 febbraio e alle altre sfide che l’attendono nel futuro, partendo dall’atteso derby con il Real: «Preferisco pensare al presente e alla realtà. E in questo momento la nostra realtà è il Malaga, il nostro prossimo avversario».
LE PRIME MOSSE – «Parlerò con i giocatori, per scoprire direttamente da loro quali siano le debolezze della squadra e per cercare di ripartire, invece, da quanto di buono è stato fatto finora. Perché non tutto è da buttare. Io credo fortemente in questa rosa». La prima grana che l’ex tecnico del Catania dovrà risolvere, sarà quella relativa a José Antonio Reyes, che da idolo del Calderón si è ritrovato messo ai margini da Manzano, a tal punto da avviare le trattative per un ritorno al Siviglia: «È un giocatore importante, come Adrián, Arda Turan, Diego e tanti altri. L’Atletico ha parecchi giocatori di assoluto livello e tutti si meritano la massima considerazione. A me però interessa soprattutto poter contare su persone che vogliono stare dove si trovano. Spero che Reyes sia di questa idea». Nessuna chiusura, neppure sul fronte di possibili, nuovi acquisti: «C’è tempo fino al trentuno gennaio. La rosa mi piace già molto, ma non escludo qualche movimento».
Fonte: Corriere dello Sport
Redazione EG
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