Live Radio

SuperChampions, Tebas: "Nuova Governance con maggior potere alle Leghe". Cairo: "Poca Democrazia"

POLITICA SPORTIVA

Da Madrid arriva un messaggio chiaro: le Leghe vogliono contare di più. Javier Tebas, il presidente della Liga spagnola nonché uomo immagine delle Leghe Europee, ha parlato agli oltre duecento delegati arrivati a Madrid, spiegando quali sarebbero i rischi per i campionati europei se dovesse passare una riforma estrema della Champions. Ma soprattutto ha chiesto una nuova “governance” del calcio europeo. Secondo Tebas le Leghe dovrebbero partecipare di più a processi decisionali come quello in corso e che porterà alla nuova Champions dal 2024.

CAIRO E ADL — Dal punto di vista dei club italiani, a totale sostegno di Tebas è Urbano Cairo, presidente del Torino: “Il problema è che l’Eca non è rappresentativa dei suoi 109 club. Serve un nuovo sistema decisionale all’Uefa, oggi c’è poca democrazia e la commissione che propone le modifiche ha la maggioranza di rappresentanti dell’Eca. Vogliamo difendere i campionati e Tebas è la persona giusta. Anche oggi Andrea Agnelli ha parlato per pochissimi minuti e non ha detto nulla, ha detto ‘noi rappresentiamo tutti’, ma dice una cosa e ne fa esattamente un’altra. E’ una cosa molto grave”. Diversa la posizione di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, per il quale “non si sono affrontati i veri problemi, dalla sicurezza ai procuratori, e soprattutto si è parlato di come distribuire i profitti. Ma prima dovremmo parlare di come incrementarli”.

L‘INTERVENTO DI AGNELLI — Alla riunione ha partecipato anche Andrea Agnelli, presidente Eca, e Tebas ha giudicato positivamente il suo breve intervento, parlando di “mano tesa”, anche se secondo lo spagnolo l’Uefa è stata sedotta dai grandi club. Edwin Van der Sar (Ajax) ha cercato di rasserenare i club a nome dell’Eca, spiegando come non ci siano progetti di giocare nel fine settimana e di “chiudere” la Champions, ma insistendo sul nuovo sistema piramidale che consentirebbe a tutti di puntare ai vertici delle coppe.

BASTA SERVI — “È finito il tempo dei servi della gleba”: la metafora del presidente della Lazio, Claudio Lotito, sintetizza il suo intervento a Madrid. Il patron biancoceleste, applaudito dai 339 delegati continentali, ha ricordato che “non c’è un problema di contrapposizione sul piano personale ma su quello che deve essere il futuro e la regia del calcio europeo. Non è solo business - ha spiegato Lotito - ma devono essere salvaguardate tutte le componenti che concorrono ad alimentare questo sistema, composto non solo dalle società e dai tifosi che rinunciano a un paio di scarpe per andare a vedere la loro squadra del cuore. C’è un problema di rappresentanza - ha aggiunto Lotito - e le Leghe sono gli unici organi deputati a programmare e riformare il sistema calcio, gli unici organi dove sono rappresentati tutte le componenti del calcio, con grandi, medie e piccole, e non l’Eca. Oggi è finito il tempo dei servi della gleba, dei vassalli e dei valvassori. Esiste pari dignità, i voti non si pesano e chi partecipa al tavolo deve avere la rappresentanza vera delle società”.

gazzetta.it

Tempo di esecuzione: 0.076522827148438
Controller: Articoli
ID Pagina: 9220
Elemento caricato: Articolo #9220
Moduli: ORM, Mobile, Db, Router, Meta, CookieLaw, DefaultView
Template: articoli
Loading ID: ce45a943f1d4e2b6
View: DefaultView
Numero di query eseguite: 25
Numero di query preparate: 0
Lista tabelle interrogate:
/var/www/radiosei.it/public_html/func.php:124:
array (size=8)
  'articoli' => int 1
  'main_settings' => int 2
  'pagine' => int 2
  'spazi_pubblicitari' => int 5
  'pubblicita' => int 5
  'pubblicita_impressions' => int 4
  'categorie' => int 1
  'podcast' => int 1