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Figc e bilanci ballerini: Gravina al lavoro su plusvalenze fittizie e diritti recompra

POLITICA SPORTIVA

Federcalcio accende un faro sul doping contabile delle plusvalenze nei bilanci delle società di calcio. Un " tesoretto" che, come documentato da Repubblica, solo nel 2017- 18 ha generato 724 milioni di entrate straordinarie alla Serie A grazie alla compravendita ( qualche volta a prezzi gonfiati) di calciatori. Il nuovo presidente Gabriele Gravina, eletto il 22 ottobre, aveva promesso un intervento dopo la condanna ( con tre punti di penalizzazione) del Chievo. E dalle promesse, secondo indiscrezioni, si sta passando ai fatti. Compatibilmente con i margini di manovra della Federazione in un campo dove i confini tra giustizia sportiva e giustizia ordinaria sono molto labili. Il primo intervento, spiegano fonti attendibili, sarebbe quello di " attenzionare" gli scambi di giocatori che generano ampie plusvalenze senza che passi di mano denaro vero. Transazioni parallele, spesso farlocche, fra due club (come quelle tra Chievo e Cesena costate la penalizzazione agli scaligeri) che coinvolgono quasi sempre ragazzi della primavera che passano da un club all’altro senza un reale flusso di cassa: nessuno paga soldi a nessuno, ma nei bilanci i nuovi arrivi vengono iscritti con una valutazione utile a iscrivere la squadra al campionato o a rispettare il fair play della Fifa. La Figc non può bloccare in sé queste operazioni. Ma le nuove regole della giustizia sportiva in partenza da luglio dovrebbero prevedere una sorta di " cartellino giallo" a chi si avventura su questo terreno. La Covisoc, l’organo di sorveglianza della salute economico- finanziaria del calcio, potrà chiedere informazioni più approfondite e, soprattutto, segnalare le anomalie ai sindaci o alle società di revisione, per ottenere la svalutazione del bene a bilancio e dare una valutazione più realistica dei calciatori acquistati con questo tipo di operazione. Discorso diverso per gli affari di mercato in cui un giocatore valido viene ceduto in contanti, senza scambi, a un valore lontano dalle quotazioni reali. Trattandosi di un contratto tra privati, tutelato dalle norme sul libero scambio, non ci sono le basi per entrare a gamba tesa su questo tipo di transazioni. Materia, semmai, della magistratura ordinaria che però fin qui ha assolto tutte le squadre (Inter, Milan e Juve) messe sotto indagine per presunte plusvalenze artificiali. C’è poi una questione più delicata e riguarda il diritto di recompra, introdotto un’estate fa dal commissario federale, fortemente voluto dalla Lega Serie A e importato dalla Spagna. È diventato in pochi mesi uno degli strumenti preferiti per sistemare i bilanci. Si tratta del contratto in base a cui si cede un giocatore ( spesso delle giovanili) a una cifra altissima con plusvalenza importante impegnandosi però a riacquistarlo dopo qualche anno senza perdite per l’acquirente. Una forma per valorizzare i giovani che farebbero panchina, dice chi l’ha usato. Un’altra partita di giro per gonfiare le entrate a somma - sostanzialmente - zero dicono i critici: in questo caso, senza necessità di coinvolgere due giocatori per uno scambio di comodo. Non è da escludere che la norma, inserita in molte operazioni milionarie delle ultime sessioni di mercato, venga rivista o abolita. Il rischio che la bomba ad orologeria delle plusvalenze faccia saltare la Calcio Spa invita a prendere il toro le corna e ad affrontare il problema prima che sia troppo tardi.

la repubblica

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