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Irrompe Peruzzi: "Mai detto di voler lasciare. Ritiro? Non ci sono liti tra calciatori e membri della società"

SOCIETA'

Il Club Manager biancoceleste Angelo Peruzzi è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: 

“Mi dispiace aver letto alcuni articoli questa mattina, non ho mai avuto un gran rapporto con la stampa, forse non sono un buon comunicatore per questo motivo, ma non mi sembra di aver mai dichiarato di voler lasciale la Lazio. Questo mi dispiace e non so da dove sia emersa una notizia simile. Sono qui da tre anni ed è da tre anni che rinnovo annualmente il mio accordo economico con il Club: il mio contratto è sempre stato della stessa durata e mi piace stipularlo così in accordo anche con il Presidente Claudio Lotito. Alla fine di ogni anno vengono sempre portate a termine delle analisi in una Società. Nessun calciatore all’interno dello spogliatoio ha rumoreggiato o ha manifestato malumore per la decisione di andare in ritiro: è sempre meglio dormire con la propria compagna o con i propri figli, ma abbiamo riscontrato il favore dell’allenatore ed anche dei calciatori. Stiamo parlando di una decisione presa in comune accordo, non si tratta di una soluzione punitiva, ma di uno stratagemma per compattarci. 

Non stiamo facendo male in stagione, siamo in una buona posizione di classifica che potrebbe essere anche migliore. Vogliamo solo unirci e proseguire ancora meglio. La piazza di Roma si esalta e si deprime in pochissimo tempo: stiamo crescendo e, come in tutte le altre squadre, ci sono dei periodi in cui giochiamo meglio ed altri in cui riscontriamo più difficoltà. Non siamo in una crisi nera come tanti vogliono far credere. Oggi abbiamo svolto due sedute d’allenamento e prima di queste abbiamo analizzato quanto svolto nelle ultime due prove in stagione. Vogliamo migliorare, ma non ci sono liti tra calciatori o tra membri della società. C’è un bell’ambiente all’interno del Centro Sportivo, accettiamo che qualcuno voglia ledere questi rapporti ma noi non lo faremo. 

Domenica scorsa la Sampdoria ha svolto un’ottima prova soprattutto negli uomini di Caprari e Quagliarella: ci aspetta una gara difficilissima sabato nella quale dovremo dare il massimo di noi stessi. Da qui alla sosta ci saranno delle partite nelle quali dovremo raccogliere tanti punti perché inizieremo il girone ritorno disputando due gare molto importanti e delicate. Se otterremo gratificazioni nei prossimi macth, possiamo ripartire con maggior attenzione e con più controllo. In un campionato devono emergere più componenti, non basta eccellere solo in alcune: ogni aspetto, da quello fisico a quello tecnico, dev’essere al massimo. Se si tralascia qualcosa, non si ottengono risultati che si vogliono raggiungere. Tutte le squadre possono riscontrare delle difficoltà, così come ogni singolo calciatore. Io sono stato un portiere ed ho passato mesi nei quali prendevo gol da qualsiasi posizione, facevo il massimo affinché non accadesse ma può succedere. Noi ci impegnamo affinché che questi periodi durino il meno possibile. 

Luka Modric? Ha svolto un’ottima stagione, meritava il Pallone d’Oro. Dopo tanti anni di predominio di Cristiano Ronaldo e Messi ha vinto il calciatore croato, ma anche il portoghese aveva raccolto ottimi risultati. Griezmann aveva svolto un buon campionato, ha vinto un Mondiale ed ha siglato due reti in finale di Europa League. La Juventus è una forza e vince lo Scudetto da sette anni, sbaglia pochissimo sotto ogni punto di vista, a partire dal comportamento. È la squadra che bisogna imitare e si raggiungono livelli simili solo quando lo spessore di un club cresce gradualmente. Un calciatore che arriva alla Juventus si predispone mentalmente in una maniera diversa. Il calcio è un gioco: ogni interprete che vuole misurarsi in questo sport deve divertirsi, anche se ad un certo punto bisogna essere un professionista esemplare. Alla base c’è sempre il divertimento, ma bisogna sempre dare il massimo e riversare tutta la rabbia agonistica di cui si dispone. Tra la sconfitta e la vittoria c’è una differenza molto sottile ed, a volte, è la determinazione a colmarla. 

Il nostro trend è calato dopo la gara con il Milan: siamo stati un po’ in fase calante da quel momento perché c’era la consapevolezza di poter dare qualcosa di più ed è questo che, secondo noi, ci ha fatto pagare qualcosa successivamente. Conosco Maurizio Manzini da una vita e gli voglio molto bene: sta recuperando da un acciacco fisico, ma non molla mai ed è da tanti anni che è qui alla Lazio”.sslazio.it

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