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A Verona senza Inzaghi. Rinviato incontro per la firma del rinnovo

RASSEGNA STAMPA

Un altro nome eccellente della Serie A finisce nel purtroppo lungo elenco dei soggetti positivi al Covid-19. È l’allenatore della Lazio Simone Inzaghi, che da ieri è in isolamento presso la sua abitazione di Roma insieme con la moglie Gaia Lucariello ed i figli, tutti risultati positivi al coronavirus dopo aver effettuato i relativi tamponi. Ad annunciare la notizia, su Instagram, è stata ieri sera proprio la signora Inzaghi, che ha anche rassicurato sulle condizioni del marito, sue e dei figli. Qualche minuto prima del post di GaiaLucariello la Lazio aveva invece comunicato sul proprio sito la positività di un membro dello staff tecnico, senza specificare di chi si trattasse.

TUTTI IN BOLLA 

Il tam tam sulla possibile positività di Inzaghi era iniziato a circolare già nel pomeriggio, dopo che era stata notata la (assolutamente insolita) sua assenza all’allenamento svolto dalla Lazio a Formello in tarda mattinata. Quella di ieri, oltretutto, era anche una giornata particolare, visto che si festeggiava (cosa poi effettivamente avvenuta) il record di presenze nel club di Stefan RaduInzaghi, si era capito, era rimasto a casa per qualche motivo serio. E così effettivamente stavano le cose. Il tecnico, come ha specificato sui social la moglie, ha prontamente comunicato all’ASL la sua positività e resterà ora in isolamento fiduciario fino a quando non tornerà negativo. Anche per la squadra (come puntualizzato dal comunicato della società) sono scattate le procedure previste dal protocollo in casi come questi. I giocatori saranno ora in bolla e i loro spostamenti saranno limitati a quelli consentiti tra le proprie abitazioni e il campo di allenamento. Gli ultimi contatti tra l’allenatore e i giocatori risalgono alla mattinata di martedì quando la Lazio aveva ricominciato ad allenarsi dopo la pausa pasquale. Fino a ieri non si registravano casi di positività nel gruppo squadra. Neppure tra i tre giocatori (AcerbiImmobile e Lazzari) che la settimana scorsa sono rientrati dalla Nazionale, al cui interno si è sviluppato un focolaio di casi che ha coinvolto parecchi giocatori (l’ultimo in ordine di tempo è stato l’atalantino Pessina).

VERTICE RINVIATO 

Per Inzaghi, tra l’altro, quella di ieri era una giornata particolarmente importante. A Formello era infatti in programma il vertice tra lui e Lotito per limare gli ultimi dettagli e raggiungere la definitiva intesa sul rinnovo del tecnico, il cui contratto scade a giugno. Lotito si è effettivamente presentato presso il centro sportivo biancoceleste, ma l’incontro con il suo allenatore è saltato. Si svolgerà quando Inzaghi avrà risolto il problema Covid. L’accordo comunque non dovrebbe tornare in discussione. Dopo mesi di trattative, di tira e molla, di fumate quasi bianche alle quali hanno fatto seguito delle frenate, l’intesa pare ora davvero a portata di mano. Per Inzaghi è pronto un triennale a circa 2,5 milioni di euro a stagione come parte fissa. Alla quale potranno poi essere aggiunti dei bonus, legati ai piazzamenti ottenuti dalla squadra (ce ne sarà uno per la qualificazione in Champions, ma anche uno per lo scudetto). Una bozza di accordo alla quale Inzaghi aveva già sostanzialmente detto sì, come aveva fatto capire in maniera abbastanza esplicita alla vigilia del match della settimana scorsa con lo Spezia.

I COMPLEANNI

Nei giorni scorsi il tecnico ha festeggiato un doppio compleanno, quello vero e proprio (ha compiuto 45 anni il 5 aprile) e quello da allenatore della Lazio(avventura iniziata il 3 aprile di cinque anni fa). Dalle feste si è passati all’incubo Covid che ora costringerà l’allenatore a seguire da lontano la sua squadra almeno per la prossima partita, quella in programma domenica a Verona. Una volta superato questo scoglio, però, ci sarà la ricompensa del rinnovo contrattuale. Che porrà le basi perché la militanza laziale di Simone arrivi almeno fino al 2024, il che significherebbe per l’allenatore poter festeggiare i 25 anni di Lazio (a Roma arrivò come giocatore nel 1999).

La Gazzetta dello Sport