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Inzaghi, la settimana del futuro tra rinnovo e mercato

APPROFONDIMENTO

È la settimana decisiva per Simone Inzaghi. “Nei prossimi giorni ci incontreremo con il presidente e con il direttore e vedremo cosa accadrà”, ha annunciato dopo la sconfitta di Napoli il tecnico biancoceleste, che al San Paolo è diventato l’allenatore con più presenze (203) nella storia del club. Pensare a una Lazio senza di lui, adesso è impossibile. Oltre ai tre trofei vinti (due volte la Supercoppa italiana e una Coppa Italia), ha riportato la squadra in Champions tredici anni dopo l’ultima volta. “A quel tempo Milan e Fiorentina partivano con pesanti penalizzazioni e la Juventus era in b”, ha ricordato, per valorizzare ancora di più il grande campionato appena concluso. Con rammarico, sì, perché per mesi è stato cullato il sogno scudetto. Ma anche con gioia per aver centrato l’obiettivo prefissato ad agosto scorso. 

Inzaghi rimarrà, ma l’annuncio del rinnovo ci sarà dopo più di una riunione. Il rapporto tra le parti è ottimo, ma ci sono comunque dei nodi da sciogliere. In primis, sullo sfondo, c’è sempre l’interesse vivo della Juventus, che già l’anno scorso ha fatto vacillare per qualche istante Inzaghi. Poi si dovrà discutere l’ingaggio, che dovrebbe salire da 2 a 3 milioni fino al 2023 (la nuova data di scadenza, quella attuale è 2021) e dei nomi legati al mercato. Rispetto al ds, Inzaghi preferisce giocatori esperti e pronti (a maggior ragione dopo la qualificazione in Champions). Non è un caso che abbia insistito lui su Immobile, Acerbi e Lazzari e che per il prossimo anno vorrebbe Lasagna come alternativa della neo Scarpa d’Oro (per l’attacco invece è vicinissimo Borja Mayoral del Real Madrid). Tare, appunto, ragiona su una strategia diversa: pensa più al futuro (e non gli si può dare tutto il torto) ed è solito andare a pescare talenti all’estero, in attesa di raccogliere i frutti dell’investimento negli anni seguenti. Luis Alberto, Milinkovic, Luiz Felipe e Strakosha insegnano. Tmw