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Radar e telecamere: nuovi sistemi per mettere alle corde il razzismo

RASSEGNA STAMPA

Radar, un uso più efficace delle telecamere e un software per monitorare i social network. La Federcalcio mette in campo misure drastiche per battere i violenti ma soprattutto i razzisti. I buu contro i giocatori di colore continuano incessanti e in tutti gli stadi d'Italia. Ultimo episodio domenica a Marassi con i tifosi della Roma che fanno ululati a Vieira. Era successo anche a Lukaku in casa del Cagliari. Ma a rendere più aspro il clima ci hanno pensato i tifosi bulgari che hanno insultato i colored dell'Inghilterra. Un caso di stato che ha portato alle dimissioni del presidente federale e del ct. La Uefa e la Fifa pretendono il pugno duro e hanno chiesto anche aiuto ai vari governi. Il numero uno della Figc, Gabriele Gravina, aveva messo in cima alla lista del suo programma proprio la battaglia contro i razzisti e i violenti. Un impegno che si è assunto anche il Ministro dello sport, Vincenzo Spadafora. Ultima novità in ordine di tempo sono i radar passivi. Ne bastano un paio per settore, costano poco e soprattutto sono eco-sostenibili. Per il funzionamento non hanno cioè bisogno di trasmettere onde elettromagnetiche ma sfruttano i segnali emessi dal digitale terrestre, dalla telefonia mobile o dalle trasmissioni televisive satellitari, e su radar a bassissima emissione di potenza, i noise radar, cioè sensori di piccole dimensioni e a basso consumo da impiegare congiuntamente e come supporto. La tecnologia ad oggi non è autorizzata serve il via del Viminale. Ci sono problemi legati alla privacy. In realtà i radar possono essere tarati in base ai decibel in modo da in intercettare le conversazioni dei tifosi. L'obiettivo è quello di sperimentarli il 18 novembre a Palermo in Italia-Armenia. 


ALTRI SISTEMINon solo l'ascolto ma anche le immagini saranno fondamentali. In queste ore si sta lavorando per rendere l'uso delle telecamere più efficiente. Al momento i filmati sono ad uso esclusivo del Gos che le utilizza nei casi di episodi di violenza. La Federcalcio ha chiesto che le immagini possano essere interpellate anche per tutti quegli episodi che allo stato attuale non sono classificati come reati. Tradotto: utilizzarle per individuare chi fa buu. Per questo si chiede che un delegato possa magari essere presente nella sala video per indirizzare le telecamere verso chi si macchia di razzismo. Magari il tutto gestito in collegamento con gli ispettori federali a bordo campo e con il quarto uomo. Ma c'è di più perché la rete è spesso il luogo dove si intrecciano le trame dei gruppi più violenti. Per questo è in via di sviluppo un software che monitori l'attività dei vari ultras. La Figc ha preso in modo concreto l'impegno ma come ribadisce il numero uno di via Allegri, Gravina: «le norme ci sono, bisogna applicare anche le sanzioni in modo adeguato». 

Il Messaggero

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